A scuola senza smartphone: scatta il divieto anche alle superiori

A partire dal prossimo anno scolastico, anche gli studenti delle scuole superiori non potranno più utilizzare il telefono cellulare durante le att

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A partire dal prossimo anno scolastico, anche gli studenti delle scuole superiori non potranno più utilizzare il telefono cellulare durante le attività didattiche e, più in generale, nell’orario scolastico. La misura è stata disposta attraverso una circolare ufficiale del Ministero dell’Istruzione, firmata dal ministro Giuseppe Valditara, che ne ha annunciato i contenuti con una dichiarazione netta: “Tale intervento appare ormai improcrastinabile”.

Il provvedimento estende dunque il divieto già in vigore per altri gradi scolastici anche agli istituti superiori, uniformando le regole a livello nazionale. L’obiettivo è quello di tutelare la qualità dell’apprendimento, favorire la concentrazione e ridurre le distrazioni durante l’orario scolastico, oltre a prevenire l’abuso degli smartphone a scuola.

La circolare non fa eccezione nemmeno per l’utilizzo degli smartphone nelle pause, se non espressamente autorizzato per motivi didattici o di emergenza. Una misura che punta a riportare ordine e coerenza nel rapporto tra scuola e tecnologia, dopo anni di utilizzo indiscriminato dei dispositivi mobili anche durante le lezioni.

Il Ministero ha motivato la scelta facendo riferimento a numerose segnalazioni da parte del personale scolastico, dei dirigenti e delle famiglie, che da tempo chiedevano un intervento concreto per limitare l’uso eccessivo degli smartphone tra i banchi di scuola.

Nei prossimi mesi, le singole scuole saranno chiamate a integrare nei regolamenti interni il nuovo divieto, con la possibilità di introdurre modalità organizzative e sanzioni coerenti con le linee guida ministeriali.

La decisione ha già suscitato un acceso dibattito tra sostenitori e contrari. Se da un lato molti docenti plaudono alla stretta, ritenendola fondamentale per il recupero della disciplina in aula, dall’altro c’è chi teme che possa limitare l’autonomia scolastica e l’uso consapevole della tecnologia.

Il Ministero ha comunque garantito che saranno valorizzati gli strumenti tecnologici dedicati alla didattica digitale, purché siano gestiti in un contesto controllato e con finalità educative.

L’anno scolastico 2025/2026 si aprirà dunque con una novità significativa che coinvolgerà milioni di studenti, chiamati a riscoprire il valore dell’attenzione, del confronto diretto e dell’apprendimento senza intermediazioni digitali non necessarie.

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