Nel 2024 in Puglia numerose operazioni delle autorità hanno smascherato sofisticazioni e irregolarità nei prodotti agroalimentari, dall’olio extra

Nel 2024 in Puglia numerose operazioni delle autorità hanno smascherato sofisticazioni e irregolarità nei prodotti agroalimentari, dall’olio extravergine alle conserve, dal vino fino al grano. Coldiretti Puglia, commentando il report annuale dell’ICQRF, Ispettorato centrale della repressione frodi, evidenzia come le truffe a danno dei consumatori siano in costante evoluzione e richiedano un impegno costante nella tutela della filiera alimentare.
Tra le operazioni più rilevanti, il sequestro a Bari di circa otto tonnellate di alimenti etichettati in lingua orientale e privi di documentazione sulla tracciabilità, frutto di un’azione congiunta tra ICQRF, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane. A ciò si aggiunge l’intervento in Puglia con i NAC di Salerno, che ha portato al sequestro di 9.000 capolini di carciofi etichettati in modo da indurre in errore sull’origine, e il ritrovamento a Taranto di conserve vegetali irregolari dal punto di vista dell’etichettatura, con il coinvolgimento dei NAS.
“Le frodi alimentari sono tra i crimini più gravi perché minacciano direttamente la salute pubblica”, ha dichiarato Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, sottolineando come spesso colpiscano le fasce più vulnerabili della popolazione, attratte da prodotti a basso costo. “Serve uno stop deciso alle importazioni da Paesi extra UE che non rispettano le regole vigenti in Italia”, ha aggiunto Pietro Piccioni, direttore dell’associazione, invocando il principio di reciprocità per difendere la sicurezza dei cittadini e la sopravvivenza degli agricoltori locali.
Il fenomeno del falso Made in Italy, secondo Coldiretti, colpisce un’ampia gamma di prodotti: dai salumi ai formaggi, dall’olio extravergine ai sughi e alla pasta. L’azione congiunta di ICQRF, NAS, Carabinieri Forestali e Guardia di Finanza ha confermato come la sofisticazione alimentare non conosca confini, con frodi diffuse su scala globale.
A livello normativo, è stato recentemente approvato in Consiglio dei ministri il disegno di legge sulle sanzioni in agricoltura e pesca, che dà attuazione alla cosiddetta Legge Caselli, promossa già nel 2015 da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie. Il testo prevede l’introduzione nel codice penale di un nuovo capo dedicato ai reati contro il patrimonio agroalimentare. Coldiretti ha espresso soddisfazione per il passo avanti, che consentirà di contrastare in modo più incisivo frodi e contraffazioni, incluse quelle sulle denominazioni DOP e IGP.
Apprezzamento è stato espresso anche per l’inasprimento delle sanzioni amministrative riguardanti l’etichettatura, l’origine degli ingredienti e l’uso improprio di denominazioni come “latte” o “formaggio” per prodotti vegetali, a garanzia della trasparenza verso i consumatori.
Sul piano europeo, Coldiretti ha lanciato una iniziativa legislativa popolare per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine di tutti gli ingredienti nei prodotti alimentari venduti nell’Unione. L’obiettivo è raggiungere un milione di firme per dire basta alla “italianizzazione” dei cibi stranieri attraverso semplici trasformazioni effettuate nel territorio nazionale, come nel caso dei semilavorati provenienti dalla Cina. È possibile aderire alla proposta nei mercati di Campagna Amica, nelle sedi territoriali di Coldiretti e online sul sito ufficiale della Commissione Europea.



COMMENTI