Lavoro Minorile in Italia, Terzo Rapporto

E' stato presentato il terzo report di UNICEF Italia su "Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro". Il period

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Lavoro minorile, Puglia sesta in Italia. Ed è boom di infortuni

E’ stato presentato il terzo report di UNICEF Italia su “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”. Il periodo analizzato va dal 2019 al 2025.

Le regioni con la percentuale più alta di minorenni occupati (15-17 anni) sono: il Trentino Alto Adige (21,63% della popolazione minorenne), la Valle D’Aosta (15,34%), l’Abruzzo (8,46%) seguiti da Marche (7,57%) Puglia (6,24%) e Sardegna (6,24%).

Se invece osserviamo la fascia di età entro i 19 anni nel 2023 i lavoratori erano 415.495 (divisi tra 258 maschi e 157mila femmine), rispetto ai 377.440 del 2022 e ai 310.400 nel 2021. L’andamento generale del quinquennio presenta un significativo aumento dei lavoratori dal 2019 al 2023 (+35%).

Il Report 2025 esamina nel dettaglio il quinquennio 2019-2023 aggiungendo un elemento di novità rilevante rispetto alle edizioni precedenti: una nuova sezione che analizza i dati relativi alle denunce di infortunio dei lavoratori entro i 17 anni di età (fascia 15-17 anni): il numero è salito da 5.816 nel 2020 a 9.859 nel 2021, 17.681 nel 2022 e 18.825 nel 2023.  6 gli infortuni mortali in occasione di lavoro o in itinere tra i lavoratori 15-17enni nel quinquennio 2019-2023.  

Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023 a livello nazionale sono state presentate all’INAIL 330.864 denunce di infortunio, relative ai lavoratori entro i 19 anni di età, di cui: 204.369 riguardanti i minorenni fino a 14 anni e 126.495 nella fascia 15-19 anni. Nel 2023 sono state 50.860 sotto i 14 anni e 32.197 tra i 15-19 anni, in aumento rispetto al 2022. Nel periodo 2019-2023 le denunce di infortunio con esito mortale sono state in totale 84 (11 denunce nella fascia di età <14; 73 denunce nella fascia 15-19 anni). Il 55% delle denunce di infortunio con esito mortale nel quinquennio 2019-2023 si è registrato in sei regioni: Veneto, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Calabria.

“In questa giornata così importante, vorrei ricordare che l’art. 32 della Convenzione stessa afferma che gli Stati parte riconoscono il diritto di ciascun bambino, bambina, ragazzo e ragazza ‘ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e a non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale”, sottolinea Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia.

Per ciò che concerne la retribuzione, il reddito procapite medio settimanale per i lavoratori entro i 19 anni di sesso maschile oscilla da € 297 nel 2018 a € 326 nel 2023, mentre nelle donne passa da € 235 nel 2018 al € 262 nel 2023. Lo stipendio maschile settimanale dal 2018 al 2023 risulta incrementato del 9,8%, mentre quello femminile dell’11,5%. Nonostante il reddito femminile abbia visto un incremento maggiore negli ultimi sei anni, in generale lo stipendio degli uomini si mantiene più alto rispetto a quello delle donne.

Dai dati relativi alle denunce totali di infortunio del quinquennio 2019-2023 nelle regioni italiane, relativi ai lavoratori minorenni di 15-17 anni, le cinque regioni con le percentuali di denunce più alte sono Lombardia (20,89%), Veneto (12,06%), Emilia-Romagna (10,99%), Piemonte (8,91%) e Trentino-Alto Adige (6,81%), le quali coprono il 59,65% delle denunce di infortunio sul territorio nazionale nel quinquennio esaminato. Tuttavia, i dati presentati non definiscono necessariamente le regioni menzionate come aree di particolare rischio per i giovani lavoratori. La casistica elevata di denunce di infortuni in queste regioni potrebbe essere interpretata come il risultato di contesti in cui è presente una maggiore attenzione alla tutela del lavoro rispetto ad altri territori, che prevede anche la registrazione accurata del numero effettivo dei minorenni impegnati in attività lavorative e degli eventi infortunistici verificatisi.

Gli infortuni mortali accertati positivi, definiti con Decisione Istruttoria (Dettaglio Dataset Registri di esposizione, INAIL), non contemplano gli infortuni con esiti mortali che rientrano in queste categorie: Carenza di documentazione valida, Difetto Occasione di lavoro, Persona non tutelata, Attività non tutelata, Morte non riconducibile all’evento, Altre cause di negatività. Di conseguenza, gli infortuni accertati positivi con esito mortale sul lavoro sono stati 46, di cui 2 tra i minori di 15 anni e 44 nella fascia di età 15-19 anni.

Da settembre 2023 è stata estesa la tutela INAIL agli studenti di scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado; pertanto, è stato possibile avere anche il dato specifico delle denunce degli infortuni “lavorativi” accaduti in ambito scolastico o in itinere da e verso la scuola, anche con esito mortale (Fonte INAIL). Nel 2022, le denunce di infortunio degli studenti sono state 61.086, pari al 22,6% in meno rispetto al 2019 (78.877 casi) e con un incremento del 52,6% rispetto al 2021 (40.025 casi). Nel 2023, le denunce di infortunio degli studenti sono state 70.215, con un aumento dell’11,9% rispetto alle 63.340 del 2022.

Nel 2024, le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’INAIL sono state 77.883, in aumento del 10,9% rispetto alle 70.215 del 2023. Questo incremento è attribuito principalmente all’estensione della tutela INAIL agli studenti di scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, in vigore dal settembre 2023.

Ma quali sono i dati della Puglia?

Il rapporto è stato realizzato dal “Laboratorio di Sanità Pubblica per l’analisi dei bisogni di Salute delle Comunità” del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Salerno.

Durante la spiegazione dei risultati sono intervenuti: il Responsabile scientifico del Laboratorio di sanità pubblica dell’Università degli Studi di Salerno Francesco De Caro, la professoressa Giuseppina Cersosimo, docente in Sociologia dell’Università degli Studi di Salerno, e Domenico Della Porta, Coordinatore dell’Osservatorio UNICEF per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile.

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