I CARRELLATI DEI RIFIUTI MASCHERATI

I COLORI sgargianti non attutiscono minimamente, anzi per tanti versi ne evidenziano la sconcia presenza nelle pubbliche vie di Manfredonia, a com

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I COLORI sgargianti non attutiscono minimamente, anzi per tanti versi ne evidenziano la sconcia presenza nelle pubbliche vie di Manfredonia, a cominciare da quelle di rappresentanza, che incide su quel decoro cittadino dalla cifra assai bassa per tanti altri motivi. Parliamo dei “carrellati della differenziata” in dotazione agli esercizi pubblici i quali non avendo spazio all’interno dei locali, sono costretti a esporli davanti al locale in qualche modo camuffati (e se proprio non li si notano, se ne avverte l’esistenza a ragione degli effluvi emanati dal contenuto).
INSOMMA uno sconcio in nome del “progresso”. Tale infatti fu salutata, era il 1016, la introduzione della raccolta differenziata dei rifiuti: nelle abitazioni come negli esercizi pubblici. Cinque contenitori: giallo per la carta, marrone per l’organico, blu per la plastica, verde per il vetro, grigio per l’indifferenziato. Per le abitazioni, di dimensioni ridotte rispetto a quella dei pubblici esercizi. Il fine del cambiamento, rispetto al metodo in uso dei bidoni stradali, era quello di abbattere quel 13per cento di raccolta e portarla al 65per cento. Obiettivo raggiunto solo saltuariamente. Ma non è di certo la presenza o meno di quei bidoni a determinare l’efficienza del servizio di nettezza urbana. Le variabili sono tante: oggettive del servizio e soggettive dell’utenza. Ma questo è un altro discorso.
LA REALTA’ instauratasi è stata quella della esposizione dei “mastelli” (a quelli dei vari locali pubblici, si sono aggiunte le migliaia dei privati) invariabilmente sulla strada a fare brutta e puzzolente presenza. Con tutte le variabili ormai arcinote.
E’ STATA pertanto accolta con moderato apprezzamento, l’iniziativa del Comune di schermare i contenitori carrellati adibiti alla raccolta differenziata. Si tratta di box realizzati in polietilene, dotati di fessure arieggianti, maneggevoli, in grado di ospitare due carrellati standard. La loro introduzione servirà a rendere meno aggressiva la presenza dei policromi carrellati ma non certo ad eliminarne la presenza e i maleodoranti effluvi. Cambia l’aspetto ma non la sostanza.
UNA INIZIATIVA che ha tuttavia creato non poche perplessità e censure. La determina del dirigente del Settore urbanistica e sviluppo, ing. Lucio Barbero, parla di 30 schermature per carrellati da consegnare gratuitamente ad altrettante utenze non domestiche del settore food (alimentare) che ne faranno richiesta. «Situate – si precisa – nel Centro storico, regolarmente iscritte al ruolo Tari; già titolari, o contestualmente richiedenti, di occupazione di suolo pubblico onerosa per il posizionamento dei carrellati». Con l’avvertenza che l’assegnazione avverrà secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda da parte degli interessati. Il modulo di domanda è ritirabile presso gli uffici comunali; scadenza 19 giugno 2025. Non sono previsti oneri economici per l’amministrazione comunale, il provvedimento si inserisce nel contesto della sostenibilità ambientale e del riutilizzo dei rifiuti urbani.
A DERMINARE una ondata di contestazioni, quella limitazione al “Centro storico” da parte dei tantissimi esercenti sparsi per l’abitato. Una discriminazione che è stata accolta con un certo risentimento, «che va ad aggiungersi – è tra le reazioni più ricorrenti – alle continue discriminazioni nei confronti delle periferie ove abitano e pagano le tasse la gran parte dei cittadini di Manfredonia».
Michele Apollonio

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