L AQP INTERVIENE SULLA RETE FOGNARIA CITTADINA

’ E’ UNO DEI PROBLEMI di fondo storici di Manfredonia. Che quando emerge all’attenzione pubblica si fa vedere e sentire. V

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LIBRIAMOCI. GIORNATE DI LETTURA NELLE SCUOLE- 23/28 OTTOBRE 2017

E’ UNO DEI PROBLEMI di fondo storici di Manfredonia. Che quando emerge all’attenzione pubblica si fa vedere e sentire. Vedere perché saltano i tombini che contrassegnano la sua presenza, sentire perché emanano un fetore nauseabondo. E sono guai.
PARLIAMO della fogna, della rete fognaria cittadina divenuta vecchia, logora, inadeguata per una città che è cresciuta nelle strutture di superficie, ma non ha pensato ad adeguare i servizi sottostanti che pertanto, quando meno te lo aspetti, esplodono e, come nel caso della fogna, invadono le strade con tutto quello che ne deriva per l’igiene e la salute pubblica e quindi per il decoro cittadino. Sono trascorsi gli anni, alternatesi amministrazioni pubbliche, ma quell’andazzo del salto del tombino è rimasto maledettamente in agguato. Prontamente (e fortunatamente) segnalato dal buon volontario Giuseppe Marasco.
UN VULNUS pesante che pare sia avviato a soluzione. A informare la città, anche su sollecitazione di Marasco nelle funzioni di consigliere comunale, l’assessore alle opere e alle infrastrutture pubbliche, Francesco Schiavone. «La rete fognaria cittadina è di competenza – precisa – dell’Acquedotto Pugliese; il Comune di Manfredonia non ha alcuna pertinenza, ma solo il compito di segnalare i problemi alla direzione di Bari. Cosa che abbiamo fatto insistentemente, accompagnando, anche con la partecipazione di alcuni consiglieri di opposizione, i tecnici dell’Aqp nei sopralluoghi dei tratti di condotte fognarie divenute obsolete e spesso tracimate. Il problema maggiore – ha spiegato – sta negli impianti di sollevamento divenuti insufficienti e che l’Aqp si accinge a raddoppiare. C’è un progetto del valore di otto milioni di euro, per il potenziamento dell’impianto premente sito presso il molo di ponente del porto: c’è da rinforzare il tratto dall’impianto di sollevamento fognario fino all’interno dell’impianto di depurazione». La progettazione è stata avviata e dovrebbe dare la soluzione definitiva ad un problema atavico della città.
MA NON E’ l’unico intervento previsto da Aqp. «L’altro intervento programmato consiste – riporta Schiavone – nella messa in opera di un by pass di 400 metri di condotta che dovrà consentire il passaggio da un vecchio tronco ad uno nuovo. Una operazione per la quale occorrono pezzi speciali che si stanno producendo in base alle misure e alle caratteristiche dettate dai tecnici Aqp».
UN INTERVENTO complesso che richiede una particolare programmazione che prevede l’interruzione del carico su quel tratto interrompendo il pompaggio dell’impianto di sollevamento ubicato sul molo di ponente del porto che raccoglie l’80 per cento dei reflui prodotti nell’abitato cittadino. L’interruzione del pompaggio da quell’impianto di sollevamento non può essere disattivato, pena il blocco dell’intero sistema fognario cittadino. I tecnici hanno pertanto predisposto una serie di autospurghi collegati all’impianto di sollevamento in modo tale da assicurare la prosecuzione del servizio fognario. Tempo programmato per l’intera operazione, tre giorni. «Naturalmente – assicura Schiavone – monitoreremo tutte le fasi dell’operazione affinché tutto vada per il verso giusto».
UNA RACCOMANDAZIONE i tecnici dell’Acquedotto rivolgono ai cittadini utenti del servizio fognario, ed è quello di non usare il water come discarica di ogni tipo di rifiuti: nelle condotte è stato rinvenuto – riferiscono – un campionario incredibile di corpi estranei che non c’entrano assolutamente con la fogna che pertanto finisce intasata con conseguenti noti disservizi. Capitolo a parte, ma ugualmente critico, è quello degli allacci abusivi da tenere sotto controllo.
Michele Apollonio

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