Allarme grano in Capitanata: qualità top, ma prezzi da svendita

Quantità in netto calo, qualità ai massimi livelli, ma compensi per i produttori in continuo ribasso: è il quadro che emerge dalle prime trebbiature

Monopattini elettrici, arrivano le regole
Natascia Maesi, una presidente alla guida di Arcigay
Ospedale di Manfredonia in stato di agitazione

Quantità in netto calo, qualità ai massimi livelli, ma compensi per i produttori in continuo ribasso: è il quadro che emerge dalle prime trebbiature del grano in Capitanata. Un quadro aggravato ulteriormente da numerosi incendi dolosi che, nelle campagne tra Foggia e Lucera, hanno già distrutto oltre 200 ettari di grano duro pronto per la raccolta.

Le prime rilevazioni indicano rese molto basse. I campi a maggese producono attualmente tra i 25 e i 30 quintali per ettaro, mentre per il grano duro la media scende a 10-15 quintali, con picchi di 20 quintali solo nelle aree meno colpite dalla siccità. “Nel Tavoliere le rese sono inferiori a quelle dello scorso anno, quando si registrarono in media 23-25 quintali per ettaro – spiega Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata -. Nelle zone collinari e montane la situazione è leggermente migliore, ma non sufficiente a compensare il dato generale, poiché la maggior parte della produzione si concentra nella piana”.

Dal punto di vista qualitativo, però, i dati restano eccellenti. Il peso specifico del grano duro si attesta sugli 84 kg/hl, con un contenuto proteico del 14-15%, superando i parametri richiesti da industria molitoria e pastifici per il prodotto d’eccellenza del made in Italy. “Il problema è quanto viene riconosciuto agli agricoltori – denuncia ancora Miano -. Attualmente siamo intorno ai 27-28 euro al quintale, con il rischio di ulteriori ribassi. Si tratta di valori ben al di sotto dei costi di produzione, che compromettono la sostenibilità economica delle aziende”.

Sulla questione interviene anche Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata, che richiama l’attenzione sul problema della concorrenza estera: “L’Europa e il Governo italiano devono adottare misure concrete per contrastare la concorrenza sleale dei Paesi che producono con costi e standard molto inferiori ai nostri”.

Gennaro Sicolo, presidente regionale e vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, sollecita misure strutturali: “Serve maggiore trasparenza sui mercati e la totale tracciabilità del grano. È indispensabile un intervento del Governo per fermare questa spirale al ribasso, altrimenti tutta la filiera grano-pasta italiana sarà penalizzata, compresi i consumatori, che invitiamo a scegliere pasta realizzata esclusivamente con grano 100% italiano”.

Sicolo sottolinea anche i rischi legati alle massicce importazioni di grano estero, spesso proveniente da Paesi con controlli qualitativi e sanitari molto inferiori a quelli italiani, e la necessità di completare il sistema di Granaio Italia e del Registro Telematico per una reale trasparenza sui flussi commerciali. “Importazioni incontrollate, squilibri di filiera, costi in aumento, siccità e carenze infrastrutturali stanno mettendo a dura prova la nostra cerealicoltura” conclude Sicolo.

 

COMMENTI

WORDPRESS: 0