La provincia di Foggia è al 42esimo posto nella graduatoria, aggiornata al mese di aprile, stilata in base all’indice di incidenza degli infortuni mor
La provincia di Foggia è al 42esimo posto nella graduatoria, aggiornata al mese di aprile, stilata in base all’indice di incidenza degli infortuni mortali sul lavoro. Le ultime statistiche sono elaborate dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering a partire dai dati ufficiali Inail.
Nella classifica, le province sono elencate in ordine di incidenza degli infortuni mortali, rispetto al valore di incidenza media nazionale, cioè il numero di infortuni mortali ogni milione di occupati. In Capitanata, con 186.469 occupati al 2024 e due morti bianche, l’incidenza è parti al 10,7. La provincia di Foggia è in zona arancione come tutta la Puglia. L’arancione contraddistingue le regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale.
In Italia sono 291 le vittime sul lavoro, delle quali 211 in occasione di lavoro (5 in più rispetto ad aprile 2024) e 80 in itinere (18 in più rispetto ad aprile 2024). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (34), ma è 15esima per indice di incidenza sugli occupati. La Puglia, con 14 casi, è ottava (incidenza 10,7). Nel primo quadrimestre del 2024 era in zona rossa.

Anche nel primo quadrimestre dell’anno l’Osservatorio mestrino elabora l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati). Un dato, quest’ultimo, che continua a essere preoccupante, soprattutto tra i lavoratori che hanno maggiore esperienza. A livello nazionale l’incidenza più elevata si registra proprio nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (19,2) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (14,8), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 15 e i 24 anni (9,6). La fascia d’età numericamente più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (79 su un totale di 211).
Le donne che hanno perso la vita in occasione di lavoro sono 12, mentre 16 hanno perso la vita in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro. In totale sono 28 le donne decedute nel primo quadrimestre (circa 47,5% in più dello scorso anno). Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 39 su 211, con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere due volte superiore rispetto agli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 15,5 morti ogni milione di occupati, contro l’8,0 degli italiani che perdono la vita durante il lavoro. Dei 39 stranieri deceduti in occasione di lavoro, 19 sono quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere. In totale sono 58 vittime straniere su 291 (quasi il 20%) Le denunce dei lavoratori stranieri sono 38.143 su 192.253 (circa 1 su 5), mentre sono 32.514 le denunce dei lavoratori stranieri registrate in occasione di lavoro su un totale di 164.050.
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4Graph IT
Alla fine di aprile 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 31 decessi in occasione di lavoro, seguito da Trasporti e Magazzinaggio (30) e Attività Manifatturiere (29). Il venerdì è il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali nel primo quadrimestre dell’anno (21,3%). Seguito da lunedì e martedì (20,4%).
Le denunce di infortunio totali diminuiscono ancora, seppur di poco rispetto ad aprile 2024 (-0,9%). Erano, infatti, 193.979 a fine aprile 2024 e nel 2025 sono passate a 192.253. Anche alla fine del primo quadrimestre del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (20.975). Seguono: Sanità (11.019), Costruzioni (10.797), Trasporto e Magazzinaggio (9.774) e Commercio (9.675). Le denunce di infortunio delle lavoratrici ad aprile 2025 sono state 71.598 (57.431 delle quali in occasione di lavoro). Mentre sono 120.655 le denunce totali degli uomini (106.619 in occasione di lavoro).
“Un primo quadrimestre da dimenticare – dichiara Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, commentando i dati più significativi -. Perché dopo il giro di boa dei primi quattro mesi del 2025, le proiezioni per la fine dell’anno sembrano a dir poco pessimistiche quando si parla di vittime sul lavoro. Rispetto al primo quadrimestre del 2024 le vittime sono aumentate dell’8,6%. Si contano già 291 decessi, 23 in più dello scorso anno. Sette regioni sono in zona rossa e altre sei in zona arancione, le due fasce critiche in cui raccogliamo le regioni con tassi d’incidenza infortunistica superiori alla media nazionale. A maggio è stato finalmente approvato il nuovo Accordo sulla formazione sulla sicurezza che obbliga tutti i datori di lavoro a ricevere un’adeguata informazione sulla normativa per la prevenzione degli infortuni: ci auguriamo che, grazie ad una maggiore consapevolezza dei datori di lavori, migliori anche la sensibilità sulla sicurezza nelle aziende”.


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