La questione del terzo mandato per i presidenti di Regione torna prepotentemente al centro del dibattito politico, e con essa si riaccendono i rif

La questione del terzo mandato per i presidenti di Regione torna prepotentemente al centro del dibattito politico, e con essa si riaccendono i riflettori anche sulla Puglia e sulla posizione del governatore Michele Emiliano, attualmente al secondo incarico e ormai in scadenza.
A riaprire il confronto è stato Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, che – come riportato dal Corriere della Sera – al termine della riunione dell’esecutivo nazionale del partito ha dichiarato: “Non c’è una preclusione ideologica ad affrontare il tema del terzo mandato se viene posto dalle Regioni. Se le Regioni lo chiedono, ne parliamo. Ma deve esserci una riflessione nazionale, non una scelta disomogenea tra territori. È un tema da valutare come equilibrio tra poteri”. Un’apertura inedita, anche se cauta, che sembra voler rispondere alle pressioni crescenti da parte della Lega, e in particolare di Matteo Salvini, interessato a garantire la continuità del governo di Luca Zaia in Veneto.
Puglia tra le cinque regioni al voto
La Puglia, assieme a Veneto, Toscana, Campania e Marche, andrà al voto in autunno. E proprio su queste cinque regioni, Salvini ha chiesto alla coalizione di centrodestra di “trovare i candidati al più presto”, aggiungendo che “ogni giorno che passa è un giorno perso”. Sul caso pugliese, dove Emiliano non ha ancora sciolto ufficialmente le riserve, la questione del terzo mandato potrebbe assumere un rilievo decisivo, soprattutto qualora si aprisse la possibilità di una sua eventuale ricandidatura.
Il nodo delle alleanze e le prime frizioni
Nonostante i toni concilianti, le tensioni all’interno della maggioranza restano. Donzelli ha sottolineato l’obiettivo comune di “individuare i migliori candidati senza logiche di spartizione”, aggiungendo: “Non ci mettiamo a fare il ‘Cencelli’, e ci aspettiamo che non lo facciano neanche gli alleati”. Un messaggio diretto, che conferma quanto sarà complicato trovare una sintesi soprattutto su territori chiave come la Puglia, dove FdI e Lega coltivano ambizioni diverse.
Nel frattempo, anche nel centrosinistra si osserva con attenzione. La legge attuale non consente il terzo mandato, ma un’apertura formale in Parlamento o in sede di riforma nazionale potrebbe rimescolare le carte, riaprendo la porta a un Emiliano ter, ipotesi che, almeno per ora, resta sullo sfondo. Ma il tempo stringe: con il voto previsto tra fine ottobre e novembre, la macchina elettorale dovrà mettersi in moto già nelle prossime settimane.

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