Al tavolo di crisi convocato dalla Regione Puglia per l’emergenza idrica, tenuto conto che la mancanza d’acqua in vista dell’estate mette a rischi

Al tavolo di crisi convocato dalla Regione Puglia per l’emergenza idrica, tenuto conto che la mancanza d’acqua in vista dell’estate mette a rischio le colture agricole, sono state affrontate le drammatiche situazioni che riguardano le province di Taranto e Foggia.
In Capitanata c’è il forte rischio che la stagione irrigua non parta: le dighe gestite dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, rispetto allo scorso anno, quando a metà agosto arrivò lo stop all’uso irriguo, contengono oltre 70 milioni di metri cubi in meno. Le piogge cadute finora hanno alleviato la sete dei campi, ma con le temperature destinate a salire, sarà estremamente difficile che i campi superino indenni il caldo africano atteso da giugno alla metà di settembre.
La politica ostacolo della diga del Liscione
L’accordo col Molise, per convogliare verso la Capitanata una parte dell’acqua in eccesso che dalla diga del Liscione viene gettata a mare, sarebbe al centro di questioni politiche tra partiti. Da qui la richiesta al Governo di Gennaro Sicolo: “Intervenga perché è umiliante che, sulla sorte di migliaia di imprese agricole e di lavoratori, debba pendere la spada di Damocle di interessi di partito che nulla hanno a che fare con l’interesse collettivo dei cittadini, dei lavoratori, delle donne e degli uomini che producono e fanno sacrifici immensi. Impedire l’accordo tra Puglia e Molise è un atto di totale irresponsabilità e uno sfregio L’emergenza idrica è una sfida che non dovrebbe mai essere oggetto di strumentalizzazione politica o di indecorosi spettacoli a danno dei cittadini. Mescolare le acque con dibattiti fuorvianti non fa un buon servizio né alle comunità molisane né a quelle pugliesi. Recuperare l’acqua in eccesso che, come avviene da tempo, finisce dispersa in mare è una questione di responsabilità e buon senso, non un pretesto per contese” aggiunge Cia Capitanata.
Con una mozione dello scorso 20 maggio, il gruppo consiliare regionale molisano del Partito Democratico ha impegnato il presidente della Regione Molise e il consigliere delegato Sabusco a non dare seguito alla stipula di nessun accordo interregionale relativo alla captazione e a bloccare e revocare ogni atto di cessione delle acque dall’invaso del Liscione e di qualsiasi altro bacino regionale. Sul punto, il presidente della Commissione “risorse idriche” Fabio Romito questa mattina ha tenuto una conferenza stampa alle 10:30 nella sala ‘Campione’ del Consiglio regionale.
Sulla questione Il Partito Democratico auspica che la collaborazione istituzionale tra le due regioni prosegua e porti alla realizzazione di infrastrutture essenziali per l’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche. “Occorre intervenire quindi con determinazione realizzando la rete primaria di collegamento tra la diga del Liscione in Molise e la vasca di ripartizione di Finocchito in Puglia, in modo da chiudere collegamento con la rete dell’AqP. Ma non basta. Perchè come è giusto che l’acqua in eccesso di alcune regioni non venga gettata in mare, e altrettanto giusto realizzare e potenziare la rete irrigua nel territorio molisano, a beneficio di cittadini, agricoltori e imprese. Così potremo offrire un servizio più efficiente ai nostri territori, sempre più colpiti da periodi di siccità, e rafforzare il principio di equità tra le comunità. Ci aspettiamo quindi che il Governo metta sul tavolo le giuste risorse per realizzare un opera che complessivamente costa 150 milioni per la parte da realizzare in Molise e 20 milioni per ultimo tratto di collegamento in territorio pugliese. La Regione Puglia è pronta a fare la propria parte, riconoscendo al Molise i giusti ristori per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture comuni. Una scelta di responsabilità, solidarietà e visione condivisa. Le dichiarazioni di Romito sono eccessive e prive di reale motivazione. Forse vuole candidarsi alle regionali in Molise visto che qui in Puglia il centrodestra ha sempre raccolto sonore sconfitte negli ultimi vent’anni. Su questioni così importanti invito tutti a non buttarla in polemica, ma ad avere un atteggiamento istituzionale a salvaguardia della tutela dell’acqua e degli agricoltori” il commento del coordinatore regionale De Santis.
I lavori in Commissione risorse idriche
Alla presenza dei rappresentanti del Molise, il 19 maggio, in Commissione speciale per la gestione delle risorse idriche presieduta da Fabio Romito, si è avuto un ulteriore confronto sulle esigenze dalla regione Puglia di ottenere acqua dal Molise, a scopo essenzialmente potabile, e del Molise, di dotare di infrastrutture per la distribuzione circa seimila ettari di territorio agricolo. Una richiesta, quella del Molise, rappresentata dal consigliere molisano Guido Massimo Sabusco, che, in termini di quantità inciderebbe per solo 18 milioni di metri cubi ma che per la regione è prioritaria rispetto alla richiesta pugliese.
Alla Puglia, per il potabile, ha spiegato il direttore generale di Aqp Francesca Portincasa, di metri cubi ne servirebbero 30/40 milioni, che sarebbero sottratti al prelievo dalla diga di Occhito, al quel punto utilizzabili per l’irriguo. Il tutto a fronte di una media annua di circa 120mila metri cubi di acqua che dal Molise viene dispersa in mare. Un quadro complesso da sviluppare, a partire dalle infrastrutture Liscione, impianto di Finocchito e diga di Occhito, per assicurare la resilienza del sistema a fonte di cambiamenti climatici e imprevedibili modificazioni nella quantità e nella qualità dell’acqua negli invasi. Portincasa ha fatto riferimento all’incontro tra il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e il presidente Michele Emiliano, presso la sede di Acque del Sud, convocato dal commissario straordinario nazionale Nicola Dell’Acqua per condividere la programmazione degli interventi.
In quella sede sarebbe emersa l’ipotesi di spacchettare l’intervento di infrastrutturazione del Molise – condotta di adduzione per 14 km e reti di distribuzione per tutti i 6mila ettari – procedendo alla sola adduzione e poi procedere per lotti da mille ettari sulla rete di distribuzione. In questo modo la condotta si avvicinerebbe alla Puglia alla quale resterebbe da completare con solo otto chilometri di condotta. Sabusco ha ribadito che la Puglia dovrà contribuire all’infrastrutturazione molisana e che comunque sarebbe auspicabile individuazione di un unico finanziamento per l’intera opera. E se lo scopo evidenziato sia in V Commissione sia nella Commisione emergenza idrica è quello di far convergere le volontà politiche dei governi regionali per far pressione sul governo nazionale, da un punto di vista tecnico – ha assicurato Portincasa – gli uffici stanno fornendo al commissario nazionale per l’emergenza idrica, quale cabina di regia, tutti dati necessari e le relazioni necessari all’individuazione delle misure necessarie.Il commento di Annamaria Fallucchi
“Accolgo con grande soddisfazione la notizia dell’incontro tra i Presidenti delle Regioni Puglia e Molise sul tema della gestione delle risorse idriche. Un incontro importante, da me fortemente sollecitato e auspicato da mesi, che finalmente segna un cambio di passo su una questione che da anni attende risposte concrete”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, componente della commissione Agricoltura in Senato. “Da tempo mi batto affinché si costruisca una visione condivisa tra le due regioni sul tema dell’approvvigionamento idrico, fondamentale per cittadini, agricoltori e imprese. Ho portato il problema all’attenzione del Governo, organizzato incontri con il Commissario per l’acqua e con le istituzioni locali, raccogliendo le preoccupazioni e le proposte dei territori più colpiti. Oggi si apre finalmente una concreta opportunità, che questo Governo aveva prospettato e chiesto da tempo, per affrontare questa emergenza con strumenti strutturali. In tal senso, sarebbe auspicabile, anche alla luce di questo spiraglio di accordo atteso da anni, che la questione idrica tra Puglia e Molise venga inserita nel Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) Capitanata, così da garantirne una reale attuazione attraverso investimenti infrastrutturali strategici e duraturi. Il governo Meloni ha dimostrato sensibilità e attenzione verso il Sud e verso questo tema, grazie anche all’impegno del sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra, che ha sostenuto attivamente la problematica, contribuendo in maniera determinante all’istituzione del tavolo tecnico e all’insediamento del Commissario per l’acqua. Ora che finalmente la Regione Puglia ha intrapreso la strada da noi tante volte indicata è il momento di dare seguito con i fatti a questo percorso appena avviato”.
La posizione di Antonio Tutolo
“Il primo serio incontro interlocutorio con i rappresentanti della Regione Molise, da me fortemente voluto e organizzato proprio per sbloccare decenni di inerzia, ha messo in luce le esigenze chiare e reciproche. La necessità di potenziamento della condotta del Liscione può dissetare il Nord della Puglia e contemporaneamente garantire l’acqua per l’irrigazione del basso Molise. Parliamo di cifre importanti: circa 120 milioni di metri cubi di acqua dolce che ogni anno vengono buttati a mare. La Puglia non chiede di sottrarre nulla, ma di utilizzare ciò che avanza dopo l’irrigazione dei 6.000 ettari di terreni molisani (parliamo di circa 18 milioni di metri cubi), che sarebbero raggiunti dalla nuova rete di distribuzione, alleviando condizioni critiche anche lì. Quindi l’acqua in eccesso sarebbe tanta, e solo quella, andrebbe alla Puglia per uso potabile, liberando così la diga di Occhito per l’irrigazione. Ho invitato il consigliere molisano Guido Massimo Sabusco proprio per avviare questo dialogo e lo ringrazio per aver accolto l’invito, dimostrando un’apertura fondamentale. Per questo, mi riesce difficile comprendere come esponenti del Partito Democratico molisano, lo stesso partito che in Puglia è in maggioranza, possano andare contro un’interlocuzione basata su un principio così semplice: l’utilizzo di risorse in eccesso. Si dimentica un fatto fondamentale: l’acqua non è proprietà né del Molise né della Puglia. È un bene comune. Il dialogo è, dal mio punto di vista, una necessità irrinunciabile per trovare soluzioni condivise. Ma sia chiaro: l’assenso del Molise a concedere l’acqua in eccesso alla Puglia, secondo le normative vigenti, non è giuridicamente necessario. La mia priorità è la sicurezza idrica della Capitanata e non mi fermerò finché non vedrò trasformare questo dibattito in azioni concrete e responsabili”.
La nota di Napoleone Cera
“I campi della nostra terra sono in ginocchio. Le colture seccano, gli agricoltori sono esasperati. La Capitanata è ostaggio della siccità e della politica miope di logiche miopi e dannose. La soluzione esiste e si chiama Diga del Liscione. In Molise, ogni giorno, milioni di litri d’acqua finiscono in mare. Acqua che potrebbe dare ossigeno alla nostra agricoltura, salvare intere produzioni, garantire futuro a migliaia di famiglie. Il centrodestra che governa il Molise ha già dato disponibilità. Il Ministro Salvini tende la mano e propone un’alleanza istituzionale tra regioni. Ma a bloccare tutto è il Partito Democratico di Michele Emiliano e Antonio Decaro, che dice no a prescindere. Un atteggiamento vergognoso, ideologico, dannoso. La Puglia agricola non può essere vittima dell’arroganza del PD. Noi stiamo con chi lavora la terra, con chi resiste nonostante tutto, con chi chiede solo dignità e un po’ d’acqua per non morire”.
Il gruppo del M5S
“Vogliamo ringraziare la Regione Molise per l’approccio avuto sia in questa commissione che in quella sull’emergenza idrica. Ora, come richiesto, serve avere dati aggiornati sulla situazione idrica in Puglia, in particolar modo in Capitanata. Dobbiamo tenere conto dei bisogni delle due regioni: da un lato infrastrutturare il Molise per la distribuzione dell’acqua in almeno 6000 ettari di territorio agricolo, dall’altro garantire acqua alla Puglia, sia per uso potabile che irriguo” dichiarano i consiglieri regionali Rosa Barone, Grazia Di Bari e Marco Galante. “Lo scorso anno l’erogazione dell’acqua per uso irriguo in Capitanata è stata sospesa il 13 agosto per poter assicurare l’acqua potabile e quest’anno la situazione è ancora più grave, se si pensa che la diga di Occhito ha la metà dei metri cubi d’acqua rispetto al 2024. In commissione emergenza idrica la dottoressa Portincasa ci ha detto che qualche settimana fa a Bari si è tenuto un incontro della cabina di regia nazionale voluto dal commissario straordinario per l’adozione degli interventi urgenti connessi alla scarsità idrica, con i presidenti delle Regioni Puglia e Molise e sono state individuate alcune possibili soluzioni per gli interventi da mettere in atto. La cosa più importante è che le due regioni stiano dialogando sia a livello tecnico che politico per cercare soluzioni da portare al Ministero delle Infrastrutture. Il passo successivo sarà un nuovo incontro, dopo quello di oggi, per capire come procedere. Non possiamo più perdere tempo. L’acqua è indispensabile per un comparto fondamentale per la nostra economia come quello agricolo. Non possiamo permettere che le aziende agricole chiudano con la perdita di milioni di euro e di posti di lavoro”


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