Tratta ferroviaria Manfredonia Foggia

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TRA le problematiche che incombono sulla città di Manfredonia, quella riguardante la tratta ferroviaria Manfredonia-Foggia è indubbiamente la più discussa con una serie di tesi a confronto. Una attenzione lodevole, più che giustificata data la posta in gioco: la permanenza di quella tratta e il suo uso e conseguente urbanizzazione dell’area. Tesi in contraddittorio fra loro, a riprova della delicatezza e importanza del problema con valenza proiettata fortemente nel futuro dell’assetto di una zona nodale nel contesto urbanistico cittadino.
VA RICORDATO che dal 2016 l’impiego di quella tratta è stato limitato ai soli due mesi estivi (stessa sorte è toccata alla linea marittima per le Isole Tremiti) ad uso dei bagnanti foggiani per i lidi sipontini e che dagli inizi di questo terzo millennio, i binari che arrivavano fin all’inizio di Corso Manfredi, sono stati arretrati alla stazione campagna e che, inoltre, più recentemente, i binari di servizio sul molo di ponente del porto, sono stati rimossi completamente.
SULL’ARGOMENTO si sono andati intensificando ultimamente prese di posizione differenziate. Ad iniziativa delle associazioni Manfredonia nuova e Italia nostra, è stata lanciata una raccolta di firme a sostegno del mantenimento della ferrovia e del suo uso continuato. Il consigliere comunale “5S” Gianluca Totaro ha presentato una mozione con la quale ha evidenziato che «Il servizio ferroviario tra Foggia e Manfredonia è inserito nei servizi minimi previsti dalla legge regionale 18/2002 e quindi deve essere garantito ai cittadini». Mozione non condivisa dalla maggioranza di governo che ipotizza come «alternativa immaginata la dismissione dei binari da Manfredonia Ovest a Manfredonia città, con la possibilità di realizzare un sistema di trasporto con il cosiddetto Bus Rapid Transit in grado di collegare gli utenti da Manfredonia Ovest a Manfredonia Città. Tale situazione consentirebbe di mantenere la tratta ferroviaria Foggia/Manfredonia, avere un innovativo sistema di trasporto pubblico locale (BRT) in grado di collegare Manfredonia Ovest a Manfredonia città, aprire la città al mare e infine valorizzare il polo archeologico di Siponto». In ogni caso ha dichiarato di «essere pronta a discutere serenamente le diverse soluzioni tecnologiche purché basate su dati, studi, e una visione ampia e condivisa». Nella polemica è entrato Massimo Maiorano, del collegio degli esperti del presidente della Regione Puglia, che ha così sintetizzato il proprio parere: «Pieno mantenimento ed elettrificazione della linea Foggia–Manfredonia nella sua interezza, fino al centro urbano; riattivazione del servizio ferroviario annuale, con un piano di esercizio moderno, cadenzato e integrato; utilizzo dei fondi per rilanciare la ferrovia, non per smantellarla; apertura di un tavolo tecnico con RFI, Regione Puglia e MIT, che coinvolga anche cittadini, associazioni e comitati locali, per costruire una visione duratura e condivisa della mobilità ferroviaria nel territorio».
PIU’ VOCI, più proposte di soluzione, eppure si ha la sensazione che manchi qualcosa. Nulla si dice di cosa si vuol fare di quell’area pregiata che dal porto si estende fino a Siponto, se c’è una progettazione complessiva di come quell’ampia zona dovrà connettersi con il resto della città completandone servizi e strutture mancanti. I sussurri prospettano interessi di carattere edilizio. Naturalmente legittimi, ma sarebbe opportuno, necessario, sollevare eventuali veli, conoscere cosa in concreto si vuol fare, ferrovia a parte. E’ tempo di eliminare eventuali ombre sugli orientamenti in modo da tracciare un quadro sia pure di massima della situazione e renderla di pubblico dominio. Altrimenti si parla solo di salti nel buio.
Michele Apollonio

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