Un bilancio in chiaroscuro, quello che emerge nel rapporto presentato a Roma, in occasione della Giornata internazionale dell'infermiere, dalla Fnop

Un bilancio in chiaroscuro, quello che emerge nel rapporto presentato a Roma, in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere, dalla Fnopi, la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche e curato dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.
Sono ancora troppo pochi gli infermieri. Se in Germania ce ne sono 12 ogni mille abitanti, in Italia sono appena 6,5. Numero che scende a 4,79 se si considerano solo quelli del settore pubblico. La Puglia è sotto la media nazionale, con 3,96 infermieri ogni mille abitanti. Non meglio gli stipendi: a fronte di una media Ocse di quasi 40mila euro lordi annui, in Italia gli infermieri percepiscono 32.400 euro. La Puglia è sotto media con 31.800 euro, ma è prima tra le regioni del Sud. Un primato negativo è invece quello relativo alle assenze del personale infermieristico: insieme a Calabria, Liguria e Valle d’Aosta, la Puglia è in cima col 18% di giornate di assenza dal posto di lavoro. Come opportunità per gli infermieri di diventare dirigenti la Puglia è prima al Sud, ma è anche una delle regioni – la quarta peggiore – in cui è più difficile per le infermiere fare carriera.
A livello nazionale non mancano segnali incoraggianti: diminuisce l’età media dei laureati (è di 25 anni) e crescono le lauree magistrali. I più soddisfatti gli infermieri che lavorano nell’assistenza domiciliare anziché in ospedale. Alto anche il gradimento dei pazienti: 9 su dieci apprezzano la chiarezza delle informazioni, 8 su 10 si dicono favorevolmente coinvolti nelle decisioni.
Preoccupa tuttavia il numero degli infermieri intenzionati a cambiare lavoro, che tocca punte del 45%

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