ho voluto rendere omaggio al nostro fondatore leggendo una mia lettera immaginaria a Re Manfredi. , per dare voce alla gratitudine e all’orgoglio

ho voluto rendere omaggio al nostro fondatore leggendo una mia lettera immaginaria a Re Manfredi.
, per dare voce alla gratitudine e all’orgoglio che ancora oggi legano Manfredonia al sogno del suo Re.
, ed in particolare a Vittorio Tricarico e a Franco e Antonio Barbone, e grazie per aver condiviso questo momento di memoria collettiva.
!oggi la città che porta ancora il Suo nome si stringe attorno al ricordo del suo fondatore. Torniamo a camminare sulle strade che Lei tracciò, tra le mura che immaginò, guidati da un senso di appartenenza che supera i secoli. È come se, per un istante, il tempo si fermasse, e la Sua figura ritornasse tra noi: fiera, luminosa, ferita ma mai vinta.
Lei non fu solo un re. , un uomo che seppe guardare oltre le rovine di Siponto per dare nuova vita a una città che doveva essere ponte tra i popoli, tra l’Oriente e l’Occidente, tra la memoria e il futuro. ̀ ’ , .Ma il Suo cammino fu spezzato troppo presto. Sul campo di Benevento, circondato e tradito, combatté con onore fino all’ultimo respiro. E dopo la morte, non ebbe nemmeno il riposo di una sepoltura degna. Le venne negata perfino una lapide.
Vive nei racconti, nelle leggende, nei versi di Dante. Vive nelle strade della città che porta il Suo nome.In questi giorni, , , La ricorda con fierezza. I cortei attraversano le strade, i tamburi battono con forza, e la gente La acclama.: non dimenticheremo mai il sogno da cui siamo nati. Continueremo a coltivarlo , , .
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Grazie per averci dato un nome, un senso, una città.
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Maria Teresa Valente
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