NELLA TOPONOMASTICA cittadina si tende ad omettere generalmente i titoli nobiliari nei nomi storici. Non c’è una regol

NELLA TOPONOMASTICA cittadina si tende ad omettere generalmente i titoli nobiliari nei nomi storici. Non c’è una regola né tanto meno una legge, ma è solo una questione di opportunità. Manfredonia non fa eccezione: al suo fondatore Re Manfredi di Svevia, è stato dedicato il corso principale scrivendo sulla targa stradale il solo “Manfredi”.
UNA RIDUZIONE che si vorrebbe correggere aggiungendo “Re” a Manfredi. Le ragioni di tale innesto sono di ordine affettivo e culturale. La vicenda umana e politica del Re “biondo, bello e di gentile aspetto” continua ad affascinare e al tempo stesso intristire. Ebbe la grande intuizione di fondare Manfredonia dove però ha trascorso poco tempo della sua breve esistenza impegnato com’era nelle vicende del regno di Sicilia e con la guerra contro Carlo d’Angiò. A 769 anni dalla nascita della città e a 735 anni dalla sua violenta morte i manfredoniani di oggi, come a riparare l’oblio nel quale è finito per tanti secoli (solo recentemente, qualche decennio fa, alleviato da una statua equestre e da un murales), vorrebbero anteporre al nome Manfredi il titolo che definisce il suo rango storico di Re.
A FARSI INTERPRETE di un sentimento diffuso l’ingegnere Bruno Rinaldi che l’ha spiegato le ragioni della richiesta in una lettera inviata al sindaco Domenico La Marca. «La proposta – scrive Rinaldi – nasce dalla considerazione che l’attuale generica denominazione di “Corso Manfredi” non richiami alla mente, in modo immediato e diretto, il personaggio storico da cui trae origine, e che la stessa figura di Re Manfredi, nella nostra città, non sia adeguatamente celebrata a livello storico/monumentale, eccezione fatta per la statua equestre in bronzo sita in Piazza Ferri, in luogo peraltro decentrato, che non ne risalta la visibilità». Un’altra memoria di recente realizzazione di Re Manfredi, è un murales affacciato sulla piazzetta mercato che raffigura il momento in cui Re Manfredi con la sua corte, indica il luogo dove erigere le mura della nascente città. Più nulla.
NELL’AUSPICARE la revisione proposta delle targhe stradali, «oltre ad evidenziare – annota Rinaldi – nel linguaggio quotidiano, il richiamo diretto completo del titolo regio al fondatore della città, serva a fissare meglio la memoria nelle future generazioni e dare maggior risalto alla vicenda storica che ha segnato le origini della comunità manfredoniana».
L’OSSERVAZIONE e relativa proposta della correzione dell’ingegnere Bruno Rinaldi, è stata accolta con favore da Franco Barbone, ideatore e organizzatore della celebrazione storica della nascita di Manfredonia che quest’anno festeggia il 769esimo compleanno. Le “Giornate della storia Grandi onori a Re Manfredi” si svolgeranno sabato 10 e domenica 11 corrente.
AL GRAN CORTEO storico in costume dell’epoca che sin terrà sabato a iniziare dalle ore 10; seguirà domenica la grande e significativa novità di questa edizione di un convegno presso l’auditorium “Serricchio” al Palazzo dei Celestini, incentrato sul tema “Da Siponto a Manfredonia archeologia territorio e l’eredità di Re Manfredi”, relatori Giuliano Volpe, Giovanni De Venuto, Maria Turchiano, Roberto Goffredo. Nel pomeriggio alle 18,30 in Cattedrale sarà celebrata una messa in suffragio di Re Manfredi. Sarà la prima volta che la Chiesa dedica una messa a Re Svevo riabilitandolo dalla scomunica inflittagli da Papa Innocenzo IV nel 1254.
Michele Apollonio


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