- - DOPO alcune migliaia di anni tornerà ad offrirsi alla presenza dell’uomo. Grotta Scaloria, nella periferia alta di Manfred

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DOPO alcune migliaia di anni tornerà ad offrirsi alla presenza dell’uomo. Grotta Scaloria, nella periferia alta di Manfredonia, è stata per millenni nascosta nelle viscere della terra. Risale al neolitico (10mila-2200 anni a.C.) la sua frequentazione dei popoli che abitavano questa parte dell’area sipontina. Per secoli ha custodito i segni di una civiltà primordiale che usava quelle cavità naturali per attingere acqua. Una pratica rimasta celata fino al 1932. La eccezionale scoperta in occasione della costruzione dell’acquedotto per Monte Sant’Angelo. Ai primi esploratori si parò uno spettacolo sorprendente: gli anfratti erano cosparsi di ciotole usate per raccogliere l’acqua che a goccia a goccia veniva rilasciata dalle stalattiti.
UN RINVENIMENTO straordinario che richiamò l’attenzione delle istituzioni universitarie tra cui quelle di Genova, di California di Los Angeles, del Mississippi che hanno condotto scavi e studi particolareggiati che hanno evidenziato l’eccezionalità del ritrovamento da opportunamente conservare e valorizzare. Un appello che solo nel 2019 ha cominciato a prendere forma con la firma del disciplinare con la Regione Puglia e nel 2021 con la redazione del progetto esecutivo che l’amministrazione La Marca ha tirato fuori dai cassetti ove era stato confinato.
«IN QUESTI primi mesi di amministrazione siamo riusciti a superare tutte le criticità che impedivano la realizzazione del “Parco di Grotta Scaloria” e portato all’attenzione del consiglio comunale la delibera propedeutica alla procedura di gara per la realizzazione delle opere del Parco di Grotta Scaloria, votata alla unanimità» ha commentato soddisfatto l’assessore alla pianificazione e rigenerazione urbana, Giovanni Mansueto.
«IL PROGETTO per un importo di 740mila euro – ha relazionato Mansueto – mira a realizzare un Parco all’interno del quale ci saranno aree di verde attrezzato, percorsi pedonali e ciclopedonali, e rappresenta un passo fondamentale per il recupero e la valorizzazione di uno dei luoghi più suggestivi del nostro territorio, in grado di diventare un nuovo attrattore culturale, una nuova opportunità di sviluppo economico per la nostra città».
DALLA preistoria alla modernità. «Si dà finalmente corso ad un progetto strategico per lo sviluppo della città, per la valorizzazione del nostro patrimonio storico-culturale, la rigenerazione del territorio» ha evidenziato il consigliere di maggioranza Matteo La Torre dando atto all’amministrazione La Marca e nel caso specifico all’assessore Mansueto «di aver interrotto un pernicioso immobilismo con un lavoro fatto di studio, interlocuzioni con la Regione, di proposte tecniche che hanno portato al recupero di risorse che parevano perdute, e al recupero di un reperto archeologico che costituisce un unicum nel genere».
UN PARCO attivo e dinamico. La presidente della Commissione consiliare welfare e cultura, Paola Leone, in armonia con l’assessora Valente, ha organizzato «una equipe di esperti per la redazione di uno studio volto a valorizzare il sito dal punto di vista culturale e naturalistico, in modo da renderlo fruibile per la collettività ed essere una attrattiva per il turismo. Abbiamo elaborato – ha precisato Leone – un dossier nel quale sono schematizzati tutti gli step da realizzare per una gestione consapevole e adeguata del nascente Parco».
Michele Apollonio


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