L’attesa era quella di constatare, nella sede istituzionale comunale, se la maggioranza del sindaco La Marca teneva o meno. Dopo la clamorosa e im

L’attesa era quella di constatare, nella sede istituzionale comunale, se la maggioranza del sindaco La Marca teneva o meno. Dopo la clamorosa e impensata defaillance del 18 aprile scorso, allorquando la maggioranza ha mandato deserto il consiglio comunale convocato con un corposo elenco di accapo da trattare, si erano levare alte le perplessità e le insinuazioni circa la stabilità della compagine delle varie forze politiche (PD, CON, Progetto Popolare, Molo 21, Europa Verde – La Marca Sindaco, Manfredonia Civica) che nel giugno scorso l’elettorato aveva eletto per governare la città.
Per chi sperava di vedere, nella riunione dell’assise consiliare convocata dal presidente Michele Iacoviello, la maggioranza divisa e riottosa, è rimasto deluso: la maggioranza si è infatti presentata in aula compatta e decisa a proseguire, con rinnovato vigore, il cammino intrapreso. Il momentaneo stallo era stato superato. A spiegarne le ragioni, lo stesso sindaco Domenico La Marca, in apertura di seduta.
«Abbiamo avuto oggettive difficoltà di assicurare la presenza di tutta la maggioranza» ha esplicitato. «Nella vita di una amministrazione – ha quindi spiegato – ci può anche stare, dopo nove mesi di lavoro, che punti di vista differenti, aspettative, individualità, possono creare frizioni e conflitti. In ogni gruppo le divergenze costituiscono la vitalità del normale percorso di crescita. La crisi non è un ostacolo ma una occasione di apprendimento e approfondimento».
Espresso il dispiacere per il salto del momento istituzionale del 18 aprile scorso «anche per colpa mia, perché ho sottovalutato – ammette il sindaco – alcuni segnali, certe dinamiche che hanno evidenziato come all’interno del nostro gruppo, dobbiamo perfezionare le modalità di comunicazione e di dialogo come strumenti per affrontare in maniera costruttiva le difficoltà senza che terzi debbano pagare le conseguenze».
Il sindaco La Marca non si nasconde dietro giustificazioni di comodo «siamo una amministrazione giovane – riflette con chiarezza e realismo – chiamata con responsabilità a governare questa città irretita in una intricata situazione gestionale e finanziaria. Il gruppo ha dimostrato di saper gestire i conflitti e quindi in grado di affrontare le sfide in modo sereno e costruttivo. E di sfide ne abbiamo tante. Oggi siamo tutti presenti – evidenzia – perché c’è la disponibilità e la volontà di tutte le forze politiche della coalizione per fare bene, fare meglio in nome della democrazia, per dare qualità alla politica».
Le dichiarazioni-confessioni del sindaco La Marca, pur apprezzate dalla opposizione, sono state accolte e valutate con riserve rinviando alla prova dei fatti la loro validità operativa. Che è stata subito posta alla prova dall’esame dei dodici argomenti previsti all’odg e che hanno impegnato l’assise per oltre dodici ore (dalle 9 alle 21,30), in un confronto approfondito, acceso, incalzante che ha sancito la netta contrapposizione dei due blocchi confermata dai numeri delle votazioni: 15 a 9. Così per le Opere di urbanizzazione primaria nell’insula CA4 dei comparti edilizi; il vincolo per l’esproprio di una variante urbanistica; una variazione urbanistica a Siponto; per quattro variazioni di bilancio. Solo per il progetto di Parco di Grotta Scaloria c’è stata la unanimità, mentre per quattro mozioni, due della maggioranza e due della minoranza, riguardanti la situazione a Gaza e contro il riarmo, sono state votate dalle rispettive parti proponenti. Infine una mozione presentata dalla minoranza riguardante la problematica della tratta ferroviaria Manfredonia-Foggia, è stata bocciata. Il consiglio comunale tornerà a riunirsi il 9 prossimo.
Michele Apollonio


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