Caro pesce, i pugliesi scelgono la tradizione: boom del locale

Aumenti fino al 70% sui prodotti ittici, ma i pugliesi non rinunciano al pesce, soprattutto nei periodi legati alla tradizione, come la Settimana

Grano, bufera in Puglia per prezzi in caduta libera (-45 €/ton). Aziende a rischio crack
Randagi, l’affare dell’abbandono: emergenza al Sud tra volontari soli e canili lager
Ancora scosse di Terremoto in Molise

Aumenti fino al 70% sui prodotti ittici, ma i pugliesi non rinunciano al pesce, soprattutto nei periodi legati alla tradizione, come la Settimana Santa. È quanto segnala Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del mercato BMTI: gamberi rossi +44%, orate +13%, seppie +70%. Nonostante il peso crescente del caro vita sul carrello della spesa, i consumatori continuano a preferire il pesce, specialmente quello locale e garantito.

La risposta? Sta nella filiera corta. Coldiretti invita ad acquistare direttamente dai pescatori di fiducia, scegliendo pesce a miglio0, più fresco, tracciabile e spesso più conveniente rispetto a quello d’importazione. Nel 2024, ben 1,1 miliardi di chili di pesce straniero sono arrivati in Italia, rendendo “esteri” quasi 8 pesci su 10 presenti sulle tavole, spesso senza etichette chiare o indicazioni nei ristoranti.

La Puglia gioca un ruolo centrale con 1.455 battelli attivi, pari al 12% della flotta nazionale, e un comparto che vale 225 milioni di euro. Zone come Manfredonia, Molfetta, Sud Barese e Salento restano fulcro della pesca, ma il settore affronta una crisi lunga trent’anni. Coldiretti punta sui mercati di Campagna Amica, per rafforzare la vendita diretta e contrastare la perdita di identità del pescato italiano.

COMMENTI

WORDPRESS: 0