Specie aliene nei mari, Coldiretti Puglia: “Allarme per ambiente, pesca, economia”

È SOS specie aliene nei mari pugliesi, con un impatto crescente sulla biodiversità marina, sull’economia locale e sulla salute umana. A lanciare l

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È SOS specie aliene nei mari pugliesi, con un impatto crescente sulla biodiversità marina, sull’economia locale e sulla salute umana. A lanciare l’allarme, in occasione della Giornata nazionale del mare che si celebra l’11 aprile, è Coldiretti Pesca Puglia, che denuncia gli effetti della tropicalizzazione del clima e delle conseguenze dell’inquinamento, della plastica, della pesca sportiva e delle infrastrutture.

Tra le presenze più preoccupanti, il granchio blu, definito il “killer dei mari” per la sua capacità di distruggere interi allevamenti di vongole e cozze, ma anche il pesce scorpione orientale, tossico per l’uomo e privo di predatori, avvistato nei mari di Gallipoli dopo aver raggiunto il Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. A questi si aggiungono il pesce pappagallo e il carango (pseudocaranx dentex), entrambi predatori voraci provenienti da mari tropicali e ora presenti anche nelle acque pugliesi.

Secondo i dati ISPRA, il numero di specie esotiche introdotte in Italia è quintuplicato dagli anni ’70 a oggi, passando da 6 a oltre 30 all’anno. Di fronte a questa emergenza, Coldiretti chiede misure strutturali di sostegno al settore della pesca, a partire dal nuovo fermo pesca approvato di recente, che introduce maggiore flessibilità e tutela le esigenze delle imprese.

Le nuove regole, infatti, consentiranno alle imprese di scegliere i periodi di attività in base alle condizioni climatiche e di uscire anche nei fine settimana. Per la prima volta viene bloccata la riduzione dei giorni per la pesca a strascico, il comparto più produttivo della flotta italiana.

Un orientamento che Coldiretti auspica venga esteso alla nuova Politica Comune della Pesca (PCP), in discussione il 24 marzo a Bruxelles durante il Consiglio Agrifish. Un settore, quello della pesca italiana, che ha bisogno di equilibrio tra sostenibilità ambientale e tutela del lavoro, come ribadito anche nell’incontro tra Coldiretti e il commissario europeo alla Pesca, Costas Kadis, insieme al ministro Francesco Lollobrigida.

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