Assurdo a San Giovanni Rotondo, il sindaco sfida la sua maggioranza e lascia l’aula: “Non ci sono le condizioni”

Spazientito ed evidentemente inviperito dalla tempesta che sta imperversando tra i banchi della maggioranza, il sindaco di San Giovanni Rotondo so

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Spazientito ed evidentemente inviperito dalla tempesta che sta imperversando tra i banchi della maggioranza, il sindaco di San Giovanni Rotondo sostenuto dal Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, in apertura del Consiglio comunale di oggi 31 marzo richiesto da sei consiglieri comunali d’opposizione per chiarire lo stato dell’arte della situazione amministrativa e politica, ha tagliato corto e dopo aver rilasciato una dichiarazione telegrafica, ha abbandonato l’aula: “Non ci sono più le condizioni di proseguire l’attuale esperienza con qualcuno della maggioranza eletta, mi riservo pertanto di procedere liberamente nel supremo interesse della nostra amata San Giovanni Rotondo. Buonasera” l’ammonimento di Filippo Barbano. 

Immediato l’intervento dell’ex sindaco Michele Crisetti, offeso e scandalizzato dall’atteggiamento del suo successore: “Dopo appena nove mesi il primo cittadino ha praticamente fatto intendere che rivedrà l’esecutivo e probabilmente anche la geografia della maggioranza più in generale. Il sindaco ancora una volta si sottrae al confronto con i cittadini e ritengo che la dichiarazione sia offensiva per quanti hanno ritenuto di dover dare la fiducia. Non ho capito a quale forza si riferisca e di quale non intenda più avvalersi; nemmeno cosa intende fare per dare un governo stabile alla nostra città. Resto sconcertato. Mi chiedo se abbiamo una guida certa, sicura, autorevole e all’altezza di guidare questa città. E’ andato via come se noi non contassimo nulla. Io rappresento più o meno cinquemila elettori, che non possono essere trattati così. Che significa me ne vado perché ritengo che qualcuno non debba stare più in maggioranza? Diteci come stanno le cose così possiamo regolarci. Doveva essere un palazzo di vetro ma i vetri sono stati oscurati, nessuno riesce a capire cosa sia successo, nell’anno del Giubileo in cui avremmo dovuto dare prova di capacità e profondità dell’azione amministrativa”. 

Dopo la sospensione della seduta per cinque minuti proposta da Mimmo Longo, alcuni consiglieri comunali hanno provato a convincere il sindaco a tornare in aula e ad aprirsi al confronto, senza però sortire l’effetto sperato. L’ex sindaco della città di San Pio, Michele Crisetti, ha poi ricordato inoltre l’appuntamento importante del Consiglio comunale del 3 aprile, quando l’assise verrà chiamata a discutere, ai fini dell’approvazione, alcuni punti all’ordine del giorno, tra cui l’importante accapo della variazione di bilancio. Ad oggi il rischio che salti il banco, davanti a temi così importanti, è davvero alto.

Imbarazzato Roberto Cappucci, esponente della maggioranza Barbano eletto nella lista di ‘Sinistra in Comune’: “Non mi aspettavo di assistere a questa scena, sono rimasto sbalordito, mi sono trovato ad entrare qui in maggioranza ma non so se lo sarò ancora o se il sindaco ha già deciso che io e gli altri consiglieri non ne faremo più parte. Non so a chi si riferisse. Sarebbe stato opportuno che chiarisse prima di venire in questa sede, cosa che avevo chiesto senza che io e gli altri consiglieri comunali abbiano ottenuto una risposta. Questo qualcuno non è dato sapere chi sia. Sono costernato da quello che è successo, mi auguro che nelle prossime ore ci dica  cosa intendesse con quelle parole”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere comunale Lorenzo Bertani, del gruppo di In…Formazione, gruppo di maggioranza, verosimilmente bersaglio del primo cittadino, atteso che Barbano avrebbe pronto il provvedimento di revoca delle deleghe assessorili all’assessore ai Lavori Pubblici, Maria Mangiacotti, espressione, appunto, di In…Formazione: “Sarebbe carino saperne qualcosa in più e, magari, che si dica effettivamente le cose come stanno. Abbiamo fatto anche un comunicato in cui chiedevamo di prendere delle posizioni e attendiamo risposta. Speriamo di averle”.

La seduta del Consiglio comunale è stata poi sciolta dal presidente dell’aula, l’avv. Pasquale Chindamo. Ad ogni buon conto, con quella di oggi, si tratta della seconda crisi amministrativa dopo quella sul capitolato rifiuti, quando quattro esponenti della maggioranza, nel Consiglio comunale del 20 febbraio, avevano votato contro

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