RENZO ARBORE FIGLIO DI UNA TERRA ANTICA E FIGLIO ADOTTIVO DI NAPOLI!

"A casa, a Foggia si usavano proverbi partenopei, la domenica si mangiava ragù, a Pasqua si andava a Pompei. Il mio primo giorno in Partenope fu

Peschici: mamma e figli travolti da onde alte due metri
Quasi vent’anni assieme e due figlie: arrivata al capolinea la coppia Checco Zalone e Mariangela Eboli
Prelevati file da Banche dati strategiche nazionali, sei arresti
Renzo Arbore compie 80 anni, Andare sempre avanti - RTL 102.5
“A casa, a Foggia si usavano proverbi partenopei, la domenica si mangiava ragù, a Pasqua si andava a Pompei.
Il mio primo giorno in Partenope fu una immersione totale nella nuova realtà.
Rigorosamente a piedi, andai da San Potito e via Pessina a Toledo, Santa Lucia, Riviera di Chiaia, stazione di Mergellina e tutto il corso, per tornare a Salvator Rosa, e, di nuovo, nella mia camera ammobiliata. In un sol giorno.
Mi lasciai impressionare come una pellicola fotografica: facce, scene di vita, il grande teatro naturale di questa città.
Poi, scoprii il microcosmo del vicolo a San Potito, l’immagine della Madonnina di via Tommasi, che sono tornato a salutare quando ho potuto. Dopo, Ho abitato a Santa Lucia e piazza Amedeo, ma con tutto il rispetto per la Napoli signora, quella del mio cuore resta nel vicolo.
E a Piazza Dante, a Port’Alba, San Pietro a Majella, nella strada dei musicisti e a San Gregorio armeno, tanto diversa da oggi, città povera e ardente, vitale, genuina, fuori dal tempo, unica.
Il Cristo velato era off limits, mica come oggi! Io lo scoprì seguendo un amico è scritto a medicina che aveva accesso a cappella Sansevero per studiare gli scheletri del Principe. E Santa Chiara è a due passi.
Mi aveva colpito in una scena delle ‘quattro giornate di Napoli’, di Nanni Loy. Ancora di più mi affascinò entrando. Era stata ricostruita, dopo i bombardamenti, avevano salvato le poche vestigia e lei mi accolse grandiosa è spoglia, vasta ed essenziale.
Nota un po’ più laica: sui bordi del muro di cinta appoggiavano i dischi USA che io compravo, avido di jazz. Di fronte c’è il bellissimo bugnato a diamante del Gesù Nuovo.
Poi, mi facevo inghiottire da spaccanapoli, fino alla Duchesca, tra altre bancarelle e altri dischi. Sono stato uno dei primi esploratori di Napoli. Vado fiero del mio Grand tour”.
Renzo Arbore

COMMENTI

WORDPRESS: 0