La memoria può migliorare con i farmaci, ma dipende dal dosaggio

I farmaci dopaminergici, in particolare quelli che stimolano i recettori D1 della dopamina, sostanza chimica che svolge un ruolo cruciale nella co

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Farmacia 

I farmaci dopaminergici, in particolare quelli che stimolano i recettori D1 della dopamina, sostanza chimica che svolge un ruolo cruciale nella comunicazione tra cellule nervose del cervello, possono migliorare la memoria ‘di lavoro’, a breve termine, ma solo se somministrati a basse dosi mentre, se il dosaggio aumenta, nei pazienti si verifica un peggioramento. A spiegare perché si verifica questo fenomeno è uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, coordinato dall’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc) e condotto congiuntamente con l’Istituto di genetica e biofisica (Igb) del Cnr, con l’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) e con i Dipartimenti di farmacia, di biologia e di studi umanistici dell’Università Federico II di Napoli.

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