Un killer silenzioso si aggira nelle campagne e distrugge gli alberi di fico. Dopo la devastazione degli ulivi causata dalla Xylella, la nuova eme

Un killer silenzioso si aggira nelle campagne e distrugge gli alberi di fico. Dopo la devastazione degli ulivi causata dalla Xylella, la nuova emergenza per l’agricoltura salentina è rappresentata da un insetto alieno proveniente dal Sud-est asiatico: un minuscolo coleottero dal nome scientifico «Cryphalus dilutus», che scava nella corteccia dei fichi e dissecca la pianta.
La sua presenza è già stata accertata anche in altre zone dell’Italia e del Mediterraneo, a Malta soprattutto, dove ha fatto strage.
L’allarme è rimbalzato tra gli agricoltori da Squinzano a Cavallino, da Caprarica di Lecce a Guagnano, fino a toccare il territorio delle province di Brindisi e di Taranto.
Le segnalazioni si moltiplicano, centinaia gli alberi già colpiti dal parassita e non a caso la produzione di fichi quest’anno si è ridotta sensibilmente facendo lievitare i prezzi sul mercato. Le piante più vecchie sembrano essere le più esposte all’insetto, che però non disdegna di attaccare pure quelle più giovani.
Al lavoro, per studiarlo e cercare di arginare il fenomeno, ci sono i ricercatori dell’Università di Bari e del Centro di ricerca, sperimentazione e formazione in agricoltura Basile Caramia di Locorotondo e gli ispettori dell’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia.
Bisogna cercare di fare in fretta affinché l’«epidemia» non dilaghi, come è accaduto con la sputacchina, il vettore su cui viaggia il batterio della Xylella. Ma i problemi non mancano, a partire dal fatto che non ci sono ancora agrofarmaci registrati e le piante aggredite non possono essere curate, devono essere estirpate e bruciate.


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