Avere sempre fame non avere affatto appetito non sono segnali da sottovalutare perché significa che qualcosa nell'organismo o nella regolazione de

Avere sempre fame non avere affatto appetito non sono segnali da sottovalutare perché significa che qualcosa nell’organismo o nella regolazione delle abitudini di tutti i giorni non funziona. L’ha spiegato il biohacker Stefano Santorinella sua intervista rilasciata a Vanity Fair. Il ricercatore ha spiegato: «In condizioni ottimali, l’equilibrio ormonale ci permette di interpretare correttamente l’appetito, che diventa un segnale importante, come la spia del pieno dell’automobile quando è necessario fare rifornimento. Tutto questo però avviene se abbiamo uno stile di vita equilibrato, gestiamo lo stress con la giusta alternanza tra movimento e riposo. Prendiamo pause per pranzare e nutrirci, poi torniamo al lavoro. Dormiamo regolarmente e manteniamo un ritmo di vita corretto». Stefano Santori ha elencato 10 abitudini sbagliate che potrebbero portare ad avere sempre fame.
Le parole di Stefano Santori
Stefano Santori ha spiegato a Vanity Fair che si assumono poche proteine si potrebbe avvertire un senso di fame perpetua: «Una dieta povera di proteine aumenta la produzione di colecistochinina nell’organismo, che ha un effetto anoressizzante, e contrasta quella di grelina, che al contrario stimola l’appetito». Si consumano pochi grassi: «Anche questi ultimi hanno un “superpotere”: rallentano la digestione, aiutando a mantenere il senso di sazietà più a lungo. Parliamo ovviamente di grassi sani come salmone, frutta secca, avocado, uova e burro». Santori aggiunge: «Le fibre sono importanti perché rallentano la digestione e aiutano a controllare la fame e filtrano i carboidrati riducendo i picchi glicemici che causano ulteriore appetito. Ecco perché, se il loro apporto è insufficiente, si tende alla voracità».
Non va bene, poi, bere troppo poco: «Soprattutto a chi conduce una vita frenetica può capitare di confondere lo stimolo della sete con quello della fame, anche perché a quel punto l’organismo – in cerca di oligoelementi – è disposto a tutto per recuperarli “dove capita”», spiega Santori. L’esperto sottolinea che anche esagerare con i carboidrati non va bene: «Quelli con una curva glicemica rapida possono innescare un circolo vizioso della fame perché i picchi glicemici attivano l’insulina, che abbassa rapidamente la glicemia, causando ipoglicemia e ulteriore appetito».
Le dichiarazioni dell’esperto
Stefano Santori, a Vanity Fair, aggiunge anche che esagerare con le bevande zuccherate non va bene e potrebbe apportare maggiore appetito a causa dei picchi glicemici. Il sonno, poi, è fondamentale: «Dormire poco e male innesca un aumento della grelina, l’ormone della fame, oltre a elevarne diversi altri come il cortisolo. Di fatto, il corpo entra in modalità di sopravvivenza perché non è riposato, e questo porta a un aumento dell’appetito». Occhio anche allo stress, l’esperto spiega: «Il livello di cortisolo nell’organismo aumenta e le ghiandole surrenali sono costantemente al lavoro.
Il corpo percepisce questo stato come una situazione di emergenza, in cui bisogna occorono energie pronte».
Anche la concentrazione sui propri pasti ha la sua importanza: «Mangiare quando si è distratti, vuol dire non prestare attenzione a ciò si sta facendo, con il rischio di non riuscire a riconoscere bene il senso di sazietà. E questo può spingere, per esempio, a esagerare con il pane. O a finire un chilo di fragole con la panna guardando un film. La regola: svolgere qualunque attività, anche rilassante, dopo aver concluso il pasto o la cena». Infine, non rispettare i ritmi circadiani potrebbe portare a un perpetuo senso di fame: «Mangiare e dormire a caso, per esempio cenando alle dieci di sera e alzandosi dal letto a mezzogiorno, destabilizza i ritmi naturali del fegato, dei reni e dell’intestino, compromettendo la percezione di fame e sazietà, generando nervosismo e carenze».



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