“Arsenico40”: memoria e verità a 40 anni dallo scoppio dell’Enichem.

Alle 9,30 del 26 settembre del 1976 uno scoppio della colonna di lavaggio dell’ammoniaca nello stabilimento petrolchimico Anic in località Macchia-Mon

“Gallerie della Statale 688 chiuse per 5 mesi senza che siano state sostituite le luci”
Lieve scossa di terremoto nel foggiano
Mare sicuro 2013”, progetto per la divulgazione della sicurezza in mare

Alle 9,30 del 26 settembre del 1976 uno scoppio della colonna di lavaggio dell’ammoniaca nello stabilimento petrolchimico Anic in località Macchia-Monte Sant’Angelo riversò in atmosfera di 20/30 tonnellate di arsenico, una sostanza altamente cancerogena. 

Ma tutto questo si saprà solo dopo. Coloro che hanno avuto potere e responsabilità, infatti, lo hanno dapprima derubricato ad incidente, in seguito estromesso dalla coscienza pubblica, infine svuotato con la sentenza che ha sollevato da ogni responsabilità i dirigenti dell’Ex Enichem coinvolti. Oggi, dopo quarant’anni, vogliamo che quel tragico incidente  torni  ad essere parte della memoria e della consapevolezza collettiva. 

Il disastro del 1976 infatti, non è solo da ricordare, ma da condannare perché la logica di quella fabbrica rappresenta ancora oggi una minaccia per la nostra Città. Il Quarantennale e gli eventi ad esso legati, nasce dal bisogno di Verità. 

Lo scoppio nello stabilimento Anic nel settembre del 1976 | IlSipontino.net

Verità taciuta, anzi meglio occultata, agli operai,  che a mani nude furono costretti a spalare la sostanza velenosa. Verità taciuta alla città che fu costretta, per giorni e giorni, a respirare a pieni polmoni un’aria avvelenata. Verità che non è stata gridata da chi è stato colpito perché l’arsenico è un veleno che entra gentile e manifesta i suoi effetti soprattutto dopo 20 anni. Verità che fu finalmente  “urlata” nelle lotte cittadine dell”88/89, ma poi subito sepolta dalla fame atavica di lavoro che fece subire , come un risarcimento di quelle lotte, un Contratto D’Area costruito sui veleni interrati dell’Enichem, che ha dato solo lavoro provvisorio per sfruttare i finanziamenti dello Stato. Verità sepolta definitivamente nella rassegnazione dei cittadini davanti alla farsa di un processo che ha deciso che gli operai sono morti perché hanno mangiato troppi gamberetti e il cui esito era stato già predetto dal ritiro del Comune di Manfredonia come parte civile. 

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