: Nella generale disperazione, giunge la nota di congedo dell'Amministratore Unico di ASE Spa, Raphael Rossi. Oltre a parlare del suo legame con l
Nella generale disperazione, giunge la nota di congedo dell’Amministratore Unico di ASE Spa, Raphael Rossi. Oltre a parlare del suo legame con la nostra terra e delle sue infinite bellezze, si affanna a sottolineare il suo straordinario rapporto umano costruito in questi anni. Viste le sue poche apparizioni in azienda, dobbiamo riconoscere che ha creato con grande fantasia un lavoro di squadra che nessuno è riuscito a cogliere.
Non ho nulla contro Rossi. Ho espresso il mio pensiero in tempi non sospetti, ma trovo la sua narrazione ingannevole al punto da considerare i contribuenti di Manfredonia una massa di imbecilli. Questa cosa è insopportabile e merita qualche considerazione, per evitare che i muti di Palazzo San Domenico diano voce alle opinioni dell’Amministratore Unico di ASE.
Premesso che ASE godeva già di ottima salute, è evidente per tutti che oggi, a meno di politiche di ravvedimento e interventi decisi da parte dell’attuale amministrazione, si sta portando l’azienda verso una morte certa. È evidente che sia sfuggito all’Amministratore Unico Rossi, così come agli attuali amministratori, che se ASE non diventa un’azienda dell’Ambito di Raccolta Ottimale, con la partecipazione societaria degli altri comuni (Zapponeta, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Viste), dovrà competere per il servizio attraverso una gara pubblica, con tutti i rischi che questo comporta.
In questo affascinante quadro di incertezza, dove i contratti biennali con il Comune di Manfredonia dominano la scena senza concedere spazio a una prospettiva chiara, l’illustre Amministratore Unico Rossi si appropria con orgoglio del merito di aver assunto 22 dipendenti a tempo indeterminato. Che straordinaria capacità quella di assumere personale senza alcuna certezza di futuro per l’azienda e per i suoi lavoratori. Dovremmo tutti prendere appunti da questo magnifico esempio di pianificazione a lungo termine!
Un’altra considerazione che lascia interdetti è la seguente: “La società è stata riorganizzata nella parte operativa, contabile e amministrativa.” Non ci si è accorti di nulla, l’unica cosa che siamo riusciti a scoprire, dato che sul sito dell’azienda è impossibile reperire documenti, è che un altro dipendente con il grado di maresciallo è diventato generale di corpo d’armata. A proposito, sarebbe interessante sapere se le buste paga dei dipendenti le facciamo internamente o se, come è accaduto fino ad ora, le facciamo fare da un’azienda esterna e poi sosteniamo il contrario esatto.
L’A.U. Rossi ci lascia fornendo una serie di dati e numeri che sono inutilmente somministrati a una comunità che invece ha bisogno di comprendere poche e semplici questioni.
Nonostante gli sforzi del personale, i risultati sono chiaramente evidenti con le 109 unità utilizzate dal 2022. La città è sporca e puzza, la raccolta differenziata è diminuita e i costi della TARI sono aumentati in modo vergognoso.
QUESTE SONO LE QUESTIONI CHE CONTANO PER UNA VALUTAZIONE SERIA, ALTRI ARGOMENTI SONO SOLO CHIACCHIERE INUTILI.
2017 56,20 %
2018 60,64 % +4,44 A.U. Fabio Diomede
2019 62,92 % +2,28 A.U. Franco Barbone
2020 65,90 % +2,98 A.U. Franco Barbone
2021 64,54 % -1,36 ..
2022 63,35 % -1,19 ..
Non credo sia necessario aggiungere molto, se non sottolineare le argomentazioni ridicole utilizzate dall’Amministratore Unico Rossi per giustificare il fallimento nella raccolta differenziata, attribuendolo alla pandemia da COVID-19. In realtà, l’ISPRA ha riportato i seguenti dati e considerazioni a livello nazionale: “La raccolta differenziata è al 63%, con un aumento del 2% rispetto al 2019. Molti esperti temevano che la crisi sanitaria avrebbe compromesso la raccolta differenziata, dato che molte ordinanze locali avevano imposto ai soggetti in quarantena di smaltire i rifiuti non differenziati. Si pensava anche che durante l’emergenza molti cittadini non si sarebbero preoccupati di fare la raccolta differenziata, ma per fortuna non è stato così.” Questi sono i fatti, a prescindere dalle affermazioni dell’Amministratore Unico Rossi.
2018 € 10.591.000,00 prelievo TARI a carico dei cittadini (Giunta Riccardi)
2019 € 11.105.000,00 prelievo TARI a carico dei cittadini (Commissione Straordinaria)
2020 € 11.153.000,00 prelievo TARI a carico dei cittadini (Commissione Straordinaria)
2021 € 11.590.000,00 prelievo TARI a carico dei cittadini (Commissione Straordinaria)
2022 € 11.905.198,00 prelievo TARI a carico dei cittadini (Giunta Rotice)
2023 € 11.935.138,99 ( )
Dal 2018 al 2023, la TARI è aumentata di €1.344.138,99, mentre il servizio ha registrato un calo nella percentuale di raccolta differenziata e si è dimostrato inefficace e disorganizzato come mai in passato, con conseguenze evidenti di una città completamente abbandonata.
Ma anche in questo caso, l’Amministratore Unico Rossi ci illumina ancora una volta con la sua brillante saggezza! Secondo il suo geniale ragionamento, l’aumento della TARI a Manfredonia è semplicemente il risultato di quei cattivi evasori fiscali che rifiutano di contribuire come tutti gli onesti cittadini. Che spettacolo di logica! Certamente, come succede ovunque, anche nella più avanzata Piacenza, circa il 10% degli utenti non paga la TARI e quindi gli importi sono diventati cartelle esattoriali non riscosse per legge. È così rassicurante sapere che saranno equamente distribuiti tra di noi. Che magnanimità da parte dell’Amministratore Unico!
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Anche qui non si capisce da dove l’Amministratore Unico Rossi prenda i dati. Dal 2017, con un costo di €6.409.036, siamo passati a €7.056.103 nel 2020 e nel 2021, non come affermato da Rossi a €6.614.014. Anche in questo caso, la fonte dei miei dati sono i bilanci approvati e depositati da ASE. Ad oggi non è possibile reperire i dati del 2022, poiché il bilancio, sebbene approvato, non è ancora stato pubblicato nella sezione trasparenza del sito di ASE Spa.
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La spesa per il conferimento dei rifiuti nel 2017 è stata di €3.102.025,00 (dati rilevati dal Bilancio depositato da ASE), non €3.599.800,00 come riportato dall’Amministratore Unico Rossi. Inoltre, nonostante una diminuzione dei rifiuti pro capite prodotti nel 2022, il dato riportato da Rossi, non verificato, risulta sempre più alto a partire dal 2020. Quindi, nessun miracolo.
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Nella logica dell’economicità, dell’efficienza, della trasparenza e degli impatti positivi sulla città, nulla è stato fatto per definire il procedimento autorizzativo dell’impianto di stoccaggio temporaneo e centro di selezione dei rifiuti urbani non pericolosi e dei rifiuti speciali non pericolosi assimilabili agli urbani realizzato da ASE S.p.A. Manfredonia, in località Pariti di Caniglia – Insula 48/49 della Zona P.I.P. di Manfredonia. L’impianto è costato circa 900.000 euro e potrebbe creare lavoro per 12 nuove unità, migliorare le prestazioni aziendali, migliorare la qualità della raccolta differenziata e ridurre i costi della TARI, a vantaggio dell’ambiente e dei cittadini. In tre anni non è stato fatto nulla.
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Ancora fino a qualche tempo fa, nonostante le molteplici segnalazioni e nonostante l’Amministratore Unico Rossi avrebbe dovuto agire tempestivamente, dato che si definisce l’uomo della legalità, non sono state rispettate le norme sulla prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni (L. 190/2012). Dalla consultazione del sito ufficiale www.asemanfredonia.it, infatti, ASE non garantiva gli obblighi di pubblicità riguardanti dati e informazioni sull’organizzazione della Società relativamente alla Sezione “Amministrazione Trasparente”, né quelli riguardanti le attività di pubblico interesse. Le attività strumentali, come l’acquisto di beni e servizi o la realizzazione di lavori, così come la gestione delle risorse umane e finanziarie, sono anch’esse volte a soddisfare l’interesse pubblico e, pertanto, sono soggette agli obblighi previsti dalle norme sulla trasparenza.
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Angelo Riccardi



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