La passione per il territorio, per ciò che può rendere questa terra unica e attrattiva anche per un turismo nuovo e sostenibile, fa sì, che co
Straordinariamente la specie seppe riprendersi e al trend positivo delle popolazioni nidificanti in Nord Europa, fece riscontro un lento, ma costante aumento dei gruppi che decidevano di trascorrere l’inverno nel Tavoliere.
Racconta il referente del monitoraggio che va avanti da oltre vent’anni, l’esperto faunista Matteo Caldarella del Centro Studi Naturalistici Onlus, che si è passati da circa un centinaio di esemplari presenti nel 2000 a circa 1200 presenti nel 2018 con una tendenza all’aumento progressivo.
In questi giorni, riferisce ancora Caldarella, sono stati conclusi censimenti per l’inverno 2022-23. “Con estremo stupore ed esultanza, abbiamo registrato il record di presenza con oltre 4mila esemplari. Con stormi (caratteristica è la loro formazione a ‘V’) anche di 300 esemplari”.
Questi numeri fanno sì che l’area risulti, molto probabilmente, il sito più importante d’Italia per lo svernamento della specie. Uno spettacolo unico e indimenticabile contare gli esemplari delle formazioni in arrivo fra il risuonare del loro verso “onomatopeico” nella luce del tramonto, a dimostrazione di una terra che, nonostante tutto, può ancora ospitare un enorme biodiversità e specie evocative come la gru.
“L’unica amarezza è rimarcare che l’Oasi Lago Salso, l’area che la specie ha eletto come sito di riposo notturno di eccellenza (grazie ai miglioramenti ambientali ivi realizzati), non possa essere frequentata dagli studiosi del Csn. Un’area dal valore immenso ove fino a qualche anno fa, grazie alla dedizione del Csn, si riusciva a coniugare la conservazione della natura, i monitoraggi scientifici con la fruizione sostenibile di scuole, famiglie e ornitologi ma e che ora, con una società messa in liquidazione da ormai oltre tre anni, “cristallizzata” senza motivo, risulta “out” per tutti, forse per tentare l’oblio della bellezza? …chissà”.


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