Congresso Pd, Bonaccini torna in Puglia: tregua tra Emiliano e Decaro.

Come se nulla fosse accaduto. Michele Emiliano e Antonio Decaro si abbracciano e si salutano come due vecchi amici. Seduti uno accanto all'altro, in p

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Come se nulla fosse accaduto. Michele Emiliano e Antonio Decaro si abbracciano e si salutano come due vecchi amici. Seduti uno accanto all’altro, in prima fila, alla convention organizzata a Lecce per Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria nazionale del Pd. Il primo incontro fra il governatore e il sindaco dopo il duro commento di Decaro contro l’emendamento approvato dal Consiglio regionale che sancisce il proseguimento della legislatura anche in caso di dimissioni del presidente. Una legge che il sindaco ha definito “anti-decenza”. Nelle ultime settimane il clima tra i due era stato piuttosto freddo. E i vicinissimi del governatore parlavano di un Emiliano molto arrabbiato.Sabato 7 gennaio i due hanno voluto lanciare un messaggio differente. In ballo c’è il futuro del centrosinistra in Puglia con le elezioni comunali, comprese quelle di Bari, e le regionali, nelle quali si inseriranno anche le europee. Per ora l’unica cosa certa è che entrambi sostengono la candidatura di Bonaccini e che in caso di vittoria dovrebbe esserci un posto per loro nella futura dirigenza nazionale. È stato lo stesso governatore dell’Emilia-Romagna a rimarcare questa possibilità.”C’è bisogno di un Pd più popolare – afferma Bonaccini – Che ritorni lì dove le persone vivono, studiano, lavorano, producono cultura, soffrono, si divertono. Serve un Pd che stia di più nei luoghi ideali della società, ma ho l’impressione che, mentre questo lo abbiano ben presente i sindaci ed i presidenti di Regione che amministrano i territori, a Roma se ne sono un po’ dimenticati. Anche per questo, nel gruppo dirigente che farò se dovessi diventare segretario nazionale – aggiunge – ci saranno tanti amministratori e dirigenti del partito del territorio, perché abbiamo bisogno di portare un po’ più di rappresentanza vera a Roma”. Portando l’esempio della Puglia e dei Comuni di Bari, Lecce e Brindisi governati dal centrosinistra, il candidato dem ha poi aggiunto uno dei concetti più volte ribaditi da Decaro.

“Da troppi anni non vinciamo o perdiamo le elezioni nazionali – spiega – eppure governiamo più dei due terzi dei Comuni e dei territori. Vuol dire, visto che la base elettorale è la stessa, che abbiamo una classe dirigente pronta, ma che è stata tenuta troppo tempo in panchina”.

Da sinistra: Stefano Bocannini, Michele Emiliano e Antonio Decaro

L’evento era stato organizzato dall’area Bonaccini del Pd salentino, rappresentata dall’onorevole Claudio Stefanazzi, braccio destro di Emiliano, e dal presidente della Provincia di Lecce e sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, con l’impegno anche dell’assessore regionale civico Alessandro Delli Noci. In prima fila erano seduti il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, e il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi. La mozione Bonaccini in Puglia ha il sostegno anche del vicepresidente della Regione, Raffaele Piemontese, del segretario regionale Marco Lacarra e dei consiglieri regionali Filippo CaraccioloFrancesco PaolicelliDonato Metallo e Maurizio Bruno.

Nella terra in cui il Pd governa la Regione con il Movimento 5 Stelle, Bonaccini non chiude alle alleanze. Ma precisa: “Nessuna preclusione verso nessuno, ma dall’altra nessuno schema a tavolino perché le alleanze si fanno sui programmi. Noi dobbiamo precisare la nostra identità. Io credo che il Pd debba riscoprire la propria vocazione maggioritaria, che è il contrario della autosufficienza”.

E infine per togliere ogni dubbio chiarisce il concetto della sua autonomia differenziata: “La proposta che anche il Partito democratico ha fatto in ambito nazionale – conclude – con un lavoro che abbiamo fatto io, Emiliano e De Luca è ormai coincidente. Noi immaginiamo una autonomia differenziata che potrebbe diventare una occasione per vedere riduzione di burocrazia e, soprattutto, programmabilità delle risorse e degli investimenti”.

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