rifiuti di ogni genere nel Candelaro

Eternit, cumuliti di bottiglie di vetro, materiale di risulta e almeno otto carcasse di autovettura, verosimilmente rubate e cannibalizzate, sono stat

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Eternit, cumuliti di bottiglie di vetro, materiale di risulta e almeno otto carcasse di autovettura, verosimilmente rubate e cannibalizzate, sono state rinventue il 14 settembre scorso all’interno e ai lati del torrente Carapelle. A denunciarlo con un esposto presso la Procura della Repubblica di Foggia sono Oreste Di Bello, responsabile legale dell’associazione E.r.a. sezione Daunia settore ambiente e Felice Scopece, segretario dell’associazione Laboratorio Verde e responsabile delle guardie di Fare Ambiente. “A causa di scarichi non autorizzati, ovvero di sversamento illegale di prodotti inquinanti, è visibile un concentramento di acque torbide, colorate nerastre, stagnanti. Il deposito incontrollato dei rifiuti speciali e pericolosi e di scarichi abusivi nel torrente presuppongono un grave inquinamento ambientale del suolo, del sottosuolo e delle acque del torrente” evidenziano.

Il primo a denunciare la presenza delle carcasse di auto nel torrente, era stato, nel giugno scorso, Giuseppe Marasco, presidente degli ispettori ambientali territoriali Civilis Engea (leggi qui). Nel gennaio 2018 in un video pubblicato a Foggiatoday, era stata documentata della schiuma bianca (il video).

Nell’esposto di Di Bello e Scopece concentrano la loro attenzione anche sulla messa in sicurezza idraulica del torrente Carapelle, evidenziando che nel Comune dei 5 Reali Siti sia in corso un dibattito sull’opportunità del progetto, che avrebbe ricevuto un importante finanziamento dalla Regione Puglia, nell’ambito del piano regionale per il contrasto e la mitigazione del rischio idrogeologico. “Il sindaco e i tecnici che stanno lavorando a quest’opera, per cercare di capire quanto il progetto (già definitivo ed esecutivo) possa venire incontro alle richieste di alcuni cittadini e proprietari terrieri che hanno le proprietà proprio nella zona che sarà espropriata”.

Gli ambientalisti aggiungono che il torrente è da tempo in secca, “ma la tropicizzazione del clima e i conseguenti cambiamenti climatici che riguardano tutta l’area del meridione d’Italia non possono far dormire sonni tranquilli ad una comunità di oltre 6mila abitanti che, in alcune zone periferiche, si trova a pochissimi metri dal corso del fiume”. 

E ancora, che “il progetto è stato esposto in diverse conferenze pubbliche tenutesi a partire già dal 2019” e che, “consisterebbe nella costruzione di vasche di contenimento e di barriere di altezza variabile da uno a tre metri. Queste infrastrutture servirebbero ad incanalare un’eventuale esondazione del torrente, proteggendo di fatto la città di Carapelle. Come primo intervento, sono stati eseguiti rilievi fotografici di tutta l’area interessata al fenomeno”.

Precisano poi che “il terreno risulta essere di proprietà demaniale e che la Regione Puglia con Delibera n. 199 del 25 febbraio 2020 aveva approvato e rilasciato il progetto definitivo dell’intervento di sistemazione idraulica del territorio e del torrente Carapelle”.

Di Bello e Scopece concludono: “Sul terreno non sono stati eseguiti prelievi a campione dei rifiuti al fine di verificare la natura delle sostanze che hanno provocato l’inquinamento” e che “non sono stati avviati accertamenti per la ricerca dei responsabili del fenomeno riscontrato”.

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