Mafia a Manfredonia, il timbro della Cassazione: “incandidabili” Riccardi, Zingariello e Conoscitore

Condanna definitiva in Cassazione per l’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, l’ex vicesindaco Salvatore Zingariello e l’ex consigliere comunale 

Auguri di Buon Natale dal Comune di Manfredonia
Proroga emergenza al 15 ottobre Conte: ‘Virus continua a circolare’
Arcuri: «Vaccino? Da gennaio dosi per 1,7 milioni di italiani. Non è previsto l’obbligo»

Condanna definitiva in Cassazione per l’ex sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, l’ex vicesindaco Salvatore Zingariello e l’ex consigliere comunale Antonio Conoscitore. I giudici hanno ritenuto i tre politici “incandidabili” anche nel terzo e ultimo grado di giudizio.PARERE UNANIME DELLA MAGISTRATURA, FIN DAL PRIMO GRADO DI GIUDIZIO, sulle posizioni di Riccardi e Zingariello, mentre Conoscitore era stato inizialmente “salvato” dal Tribunale di Foggia. In Appello, però, venne accolto il reclamo del Ministero dell’Interno. Rigettati, dunque, tutti i ricorsi presentati dagli ex amministratori sipontini. I tre condannati anche alle spese.

Riccardi, per quasi un decennio a capo dell’ente comunale, avrebbe dovuto meglio vigilare sull’operato della sua squadra di governo soprattutto relativamente ai controlli antimafia. Ma è soprattutto il ruolo di Zingariello a pesare sullo scioglimento per mafia del 2019 a causa della frequentazione ed amicizia dell’allora vicesindaco con il basista della strage di San Marco in Lamis Giovanni Caterino, condannato in primo grado all’ergastolo per la mattanza del 9 agosto 2017. La relazione prefettizia evidenziò lo stretto legame tra i due anche attraverso una serie di fotografie che ritraevano Zingariello e Caterino insieme anche in occasioni pubbliche.

Caterino, 42 anni, sarebbe affiliato al clan dei montanari Li Bergolis-Miucci-Lombardone acerrimo rivale del gruppo Lombardi-Ricucci-La Torre, organizzazione criminale garganica composta dagli ex alleati di Mario Luciano Romito, il boss ucciso nella strage del 2017.Riguardo a Conoscitore, già la Corte d’Appello in secondo grado ricordò il suo ruolo di socio di minoranza della “Biessemme srl”, proprietaria di Bagni Bonobo, destinataria della interdittiva antimafia per la stretta parentela di uno dei componenti dell’azienda con Mario Luciano Romito. Nel luglio scorso il Tar ha ripristinato l’immagine della stessa “Biessemme” ritenuta dai giudici “in regola dal punto di vista amministrativo”.

 

fonte Immediato

COMMENTI

WORDPRESS: 0