Spesa da record in Puglia, la tavola ha un gusto amaro

In testa alla classifica dei rincari c’è l’olio con un +37,1% rispetto all’anno scorso. Medaglia d’argento, seppur in negativo, per pane e pasta, alim

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In testa alla classifica dei rincari c’è l’olio con un +37,1% rispetto all’anno scorso. Medaglia d’argento, seppur in negativo, per pane e pasta, alimenti cardine della dieta mediterranea: +24,2%. A seguire la carne rossa e bianca (+16,6%), i legumi (+12,4%), gli ortaggi e le verdure (+12,2%), il pesce (+12%), i salumi (+9,2%), i formaggi (+7,2%). L’unica voce in controtendenza è quella relativa alla frutta fresca: -2,5%. Merito delle arance che costano il 77,6% in meno rispetto a 12 mesi fa e delle fragole (stipate a casse sui banchi dei mercati rionali come pure sugli scaffali dei supermercati) che sono scese del 2,5%. A fare da contraltare (con un +48,1%) i meloni gialli, le pere (+30,7%) e le prugne (20,4%).

Per apparecchiare il pranzo e la cena, a maggio 2022 le famiglie pugliesi hanno speso fra i 100 e i 150 euro in più rispetto a maggio 2021. I dati sono forniti dall’Istituto pugliese per il consumo in base alle rilevazioni effettuate dalle associazioni dei consumatori su 32 punti vendita di 10 marchi diversi presenti nella regione.

Gli incrementi da capogiro riguardano l’olio di semi di girasole (+97,5%), l’olio di semi vari (+87,3%), l’olio di mais (+58,6%), mentre l’«oro verde» extravergine Evo è cresciuto del 14%

 della spesa

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