Morto il maestro lirico Joseph Giardina, è stato vocal coach Callas

Il teatro è la mia vita'', ripeteva a chi gli chiedeva quale fosse la ragione della sua esistenza. Joseph Giardina, il 'maestro Giardina', come lo chi

Festa del Papà perché si festeggia?
Puglia, operazione spiagge pulite: in arrivo 4 mln per i comuni costieri
"Biodiversamente" domenica 23 all'Oasi WWF Lago Salso

Il teatro è la mia vita”, ripeteva a chi gli chiedeva quale fosse la ragione della sua esistenza. Joseph Giardina, il ‘maestro Giardina’, come lo chiamavano con affetto tutti i ‘monticiani’ che lo avevano accolto quando venne ad abitare nel Rione Monti negli anni ’80, si è spento ieri mattina al Policlinico Umberto I. Nato a Guttenberg nel 1929, un paesino del New Jersey, Giardina aveva compiuto 92 anni lo scorso luglio. Una vita dedicata alla musica lirica, in giro per il mondo, dagli States alla Russia al Messico. Senza mai fermarsi. Sempre con le note in tasca. Una passione giovanile, quella per il pentagramma e la lirica, coltivata con determinazione e grande spirito di sacrificio. Ha debuttato come direttore d’orchestra a soli 16 anni, dopo essersi diplomato alla ‘Julliard School of Music’ di New York, dirigendo il ‘Rigoletto’ e lavorando con Fritz Stiedry al ‘Metropolitan Opera House’ della Grande Mela. Quando aveva ancora diciotto anni aveva già fatto tournè in tutti gli Stati dell’est degli Usa e in Canada, dirigendo la ‘Carmen’ e le ‘nozze di Figaro’.

alternate text

Nel ’53 l’arrivo in Italia come borsista della ‘US Italy Fulbright Academy’ e la scelta di vivere nella ‘suburra’ dell’antica Roma, a pochi metri dal Colosseo. Gli studi all’Accademia di Santa Cecilia prima e all’Istituto Pontificio poi, per ottenere una laurea in organo e musica sacra al Conservatorio di Pesaro. Nel ’70 Giardina ha iniziato una collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, trasformatosi presto in un sodalizio storico, durato vent’anni nel corso dei quali ha ricoperto i ruoli di maestro del coro e di vocal coach.

Tra i suoi allievi i più grandi cantanti del mondo: Sesto Bruscantini, Renato Bruson, José Carreras, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Gianni Raimondi e Maurizio Frusoni. ”Di Stefano è la voce che più mi ha impressionato”, il suo ricordo del tenore italiano tra i più popolari e amati del dopoguerra. In particolare, Giardina è stato insegnante e mentore di Maria Callas, probabilmente il soprano più famoso di tutti i tempi. Della ‘Divina’ ricordava il carattere umile e il perfezionismo: ”Callas era una donna molto modesta, purtroppo ha avuto una vita triste e travagliata. Era studiosissima, era capace di stare mezz’ora a provare un trillo…”.

Giardina è stato uno dei maestri preferiti per la stagione operistica al Teatro Eliseo di Roma. Fuori dall’Italia ha diretto e insegnato in tanti paesi, dall’Albania alla Bulgaria, dalla Danimarca alla Germania, perfino in India, Taiwan e Irlanda, dove per cinque anni ha preparato le stagioni liriche per il ‘Dublin Gran Opera Society ‘. Ritiratosi a vita privata nell’86 non ha mai smesso di suonare il suo pianoforte preferito, un Bechstein nero a mezza coda, e a dare consigli ai più giovani, con quel suo marcato accento italo-americano, ‘broccolino’, come lo definiva lui facendo ironia su di sè e il suo passato. Negli anni recenti Giardina ha organizzato e guidato un coro di sessanta giovani italiani ribattezzato ‘Singin’ Black’: interpretavano canti spiritual statunitensi, che gli ricordavano tanto la sua terra natia. (di Vittorio Amato)

COMMENTI

WORDPRESS: 0