Scandalo a luci rosse alla Caritas di Foggia. Prete vittima di estorsione dopo atti sessuali, nei guai due persone

Scandalo a luci rosse alla Caritas Diocesana di Foggia. I fatti risalgono ad un periodo tra dicembre 2017 e fine marzo 2018 e riguardano il direttore

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Tredici arresti, 15 denunce, sequestri di armi ,droga e di uno jammer. E’ il bilancio di una vasta operazione della polizia di Stato in diverse province del Nord della Puglia, in particolare nei centri ad alta densità criminale di Cerignola, Andria e Bitonto, luoghi di spaccio e intimidazioni. Impegnati 400 poliziotti che hanno setacciato il territorio con perquisizioni, rastrellamenti, posti di blocco e controlli . A Cerignola l’operazione si è concentrata nel quartiere noto come “Fort Apache” per le attività di spaccio e ritenuto centro di pianificazione di molti assalti a furgoni portavalori in tutta Italia. Ad Andria l’operazione ha riguardato il quartiere San Valentino, nel recente passato interessato da numerosi incendi dolosi ed intimidazioni realizzate dalla criminalità organizzata andriese. A Bitonto, è stata colpita la zona del Borgo Antico e la zona 167, anche conosciuta come la “Scampia” locale perché interessata da un massivo fenomeno di vendita a cielo aperto di sostanze stupefacenti con capi, vedette e pusher. In tutto sono state 127 le perquisizioni domiciliari compiute e 86 i controlli rivolti ai sottoposti agli arresti domiciliari dai 400 poliziotti , coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine. In azione le Squadre Mobili delle Questure di Bari, Foggia e della provincia Barletta-Andria-Trani, oltre alle Sisco (Sezioni investigative alle dirette dipendenze del Servizio Centrale Operativo) di Bari, Lecce, Napoli, Potenza e Campobasso. Con loro hanno operato anche i Reparti Prevenzione Crimine provenienti da diverse parti d’Italia. Oltre 300 i posti di controllo e 4 quelli di blocco con gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e delle Unità Operative di Primo Intervento.. Sottoposte a controllo più di diecimila persone e piu’ di 5000 i veicoli.Tre le pistole sequestrate, assieme a tre armi da punta e taglio e un chilogrammo di stupefacenti . A Cerignola nel corso dei controlli effettuati presso autodemolitori locali, sono stati sequestrati quasi 9000 pezzi di ricambio di automobili di alta gamma, di sospetta provenienza illecita, pronti per essere rivenduti, di cui più di 6000 all’interno di un solo deposito. Due elicotteri del 9° Reparto Volo della Polizia di Stato hanno garantito la copertura aerea dell’operazione a cui hanno partecipato anche i Commissariati di Cerignola e Bitonto, unità cinofile antidroga e antiesplosivo, la polizia scientifica, la polizia amministrativa e sociale e la polizia stradale.
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Scandalo a luci rosse alla Caritas Diocesana di Foggia. I fatti risalgono ad un periodo tra dicembre 2017 e fine marzo 2018 e riguardano il direttore dell’opera di assistenza e carità, sacerdote molto noto in città e provincia. La vicenda è venuta a galla dopo che la Procura di Foggia ha notificato a due indagati, foggiani entrambi di 39 anni, L.M. e A.D., l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, accusandoli di estorsione aggravata nei confronti del prete cattolico, al quale avrebbero sottratto con un ricatto la somma di € 11.500, dopo avergliene chiesti ben 20.000.
Secondo la ricostruzione degli investigatori e la denuncia della vittima, vi sono stati degli atti sessuali tra il sacerdote e uno dei due indagati, peraltro affetto da grave deficit cognitivo (come si legge proprio nell’avviso di conclusione indagini). Questa persona oggi indagata avrebbe effettuato delle riprese video dei rapporti sessuali, ovviamente all’insaputa del direttore della Caritas, ed aveva poi passato questi video al complice, che li avrebbe poi utilizzati per ricattare la vittima, con la minaccia che se non avesse pagato i 20.000 € le immagini sarebbero state rese pubbliche tramite il noto programma “Le Iene”.
Per timore dello scandalo il prete avrebbe corrisposto in più soluzioni la notevole somma di € 11.500 sui 20.000 richiesti dai presunti estorsori, presentando poi denuncia contro i due foggiani.
Essendovi stato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, è pressochè certo che per questi gravi fatti si vada a processo nei prossimi mesi.

Il difensore di uno dei due indagati (colui che avrebbe materialmente minacciato di divulgare i video a luci rosse) è l’Avv. Michele Sodrio, il quale così risponde alle accuse contro il suo cliente: “voglio innanzitutto premettere che sono triste ed amareggiato per questa vicenda, perché conosco ed apprezzo il sacerdote coinvolto, ma sono certo che si tratta di una clamorosa mistificazione della realtà contro il mio assistito, il quale non ha commesso alcuna estorsione e anzi ha fatto tutto il possibile per risolvere la questione senza danneggiare il sacerdote e cercando però anche di tutelare il suo fraterno amico, affetto da grave deficit cognitivo, che era stato in qualche modo soggiogato dalla personalità del prete ed aveva quindi acconsentito a compiere atti omosessuali, pur non avendo quella particolare inclinazione. Lungi da me il dare giudizi sulle inclinazioni sessuali di chiunque, anche quando si tratta di un sacerdote cattolico, ma altrettanto non si può accusare una persona di reati così gravi come quello in questione solo per dare una versione edulcorata dei fatti a proprio vantaggio. Già nei mesi scorsi il mio cliente si era sottoposto ad un lungo interrogatorio in Procura, alla mia presenza, chiarendo come stavano effettivamente le cose e negando nella maniera più assoluta che vi fossero questi famigerati video a luci rosse e che vi sia mai stato alcun ricatto.
Ora acquisiremo gli atti d’indagine e vedremo cosa ha in mano la Procura.
Mi limito solo ad osservare che di fronte ad un’accusa così grave, nel 100% dei casi, se vi sono indizi sufficienti gli accusati vengono arrestati, o in carcere o al meglio ai domiciliari.
Mi è giunta poi notizia che il sacerdote sia stato rimosso dalla Curia e non occupa più quell’importante ruolo di direttore della Caritas, il che già la dice lunga su chi siano davvero le vittime in questa triste vicenda”.

 

 

 

 

 

 

fonte  Immediato

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