Marinerie in sciopero. Ministro tende una mano ai pescatori di Manfredonia

L’onorevole Antonio Tasso fa proprie le istanze dei pescatori, in particolare quelli di Manfredonia, espressione del suo territorio, e porta il caso a

Regione Puglia, tagliati 207 vitalizi: risparmi per 2,2 mln
SIPONTO PULITA si conclude, ma gli organizzatori promettono altre nuove iniziative.
Vigilanza ambientale regionale: approvato bil regolamento

L’onorevole Antonio Tasso fa proprie le istanze dei pescatori, in particolare quelli di Manfredonia, espressione del suo territorio, e porta il caso alla Camera dei Deputati. Sposando in pieno le questioni sollevate dai lavoratori e dal loro portavoce, l’avvocato Pierpaolo Fischetti, il parlamentare ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

“Le imprese di pesca, in particolare quelle pugliesi – dice l’onorevole –, vivono un grande malessere a seguito dell’entrata in vigore di regolamenti comunitari e conseguenti norme nazionali che stanno richiedendo un grande impegno e sforzo organizzativo dei pescatori, per evitare di cadere in sanzioni la cui entità è il più delle volte sproporzionata all’irregolarità commessa. Inoltre – aggiunge – le dimensioni dei pesci adulti pescati nei mari pugliesi, tra i quali totani, merluzzi, moscardini, gamberi, sono inferiori a quelle imposte dai limiti dei regolamenti europei e difficilmente potranno corrispondere a tali indicazioni”.

Secondo Tasso, “l’attività del pescatore, in uno scenario di settore già fortemente messo alla prova da una crisi annosa, è diventata estremamente complicata. Gli adempimenti richiesti alla categoria a bordo e a terra sono numerosi. Un esempio è la compilazione del diario di bordo informatizzato (log book) che ogni capobarca deve aggiornare ogni volta che tira su una rete, specificando tipo e dimensione del pescato. Una operazione che porta via del tempo e distrae dalle attività di bordo, che non sempre vengono svolte in condizioni meteorologiche normali; ogni minima dimenticanza, distrazione o solo un’imprecisione significa multe salate che vanificano la già compromessa redditività economica del settore; negli ultimi tempi i controlli in mare durante le battute di pesca – inopportuni per motivi di sicurezza – si sono intensificati e sono state comminate multe sproporzionate ai pescatori fino a 20 mila euro”, ricorda Tasso.

“Le norme europee sono state redatte più per le flotte imponenti della pesca atlantica che per quelle della pesca mediterranea, fatta di piccole barche con pochi membri di equipaggio. La debolezza della pesca mediterranea e le scarse politiche a suo sostegno hanno portato negli ultimi 10 anni ad una riduzione del 30 per cento della flotta, della produzione e dei lavoratori; la categoria dei pescatori sostiene che, in Europa, ci debba essere la riconsiderazione dell’ampiezza delle maglie della rete da pesca (inadeguata per l’Adriatico), l’adozione di nuovi strumenti di studio degli stock ittici e il finanziamento di eventuali misure di ripopolamento marino”.

Tasso vuole quindi sapere come la Bellanova “intenda attivarsi, per quanto di competenza, per affrontare questo grave problema prima che diventi una vera e propria emergenza sociale e affinché a livello di Unione europea si comprenda – facendo valere le ragioni della biodiversità dei mari italiani – quanto sia errata l’applicazione di un unico regolamento per tutti gli Stati membri”.

COMMENTI

WORDPRESS: 0