Manfredonia. I pescatori rimangono a .. terra. Stato agitazione categoria

CI RISIAMO: il mondo della pesca pugliese è in agitazione. Di nuovo. Come all’inizio di quest’anno quando la protesta dei pescatori sfociò nel blo

I miei 6×3 con lo slogan affissi già a febbraio. Qualcun altro ha copiato”. Gatta dimostra la primogenitura dei claim
Dopo il caso Pelicot, in Francia diventa obbligatorio il consenso per fare sesso (anche con il proprio partner)
Covid 19 I dati di Oggi a Manfredonia

CI RISIAMO: il mondo della pesca pugliese è in agitazione. Di nuovo. Come all’inizio di quest’anno quando la protesta dei pescatori sfociò nel blocco della attività di pesca e di conseguenza di tutto l’indotto collegato. L’epicentro della protesta è Manfredonia dove sono confluite le rappresentanze delle marinerie di Margherita di Savoia, Bisceglie, Barletta, Mola di Bari, Trani. Non partecipa quella di Molfetta. Si sono radunate dinanzi ai cancelli della Capitaneria di porto.

UNA delegazione è stata ricevuta dal comandante della Capitaneria di porto, capitano di fregata Giuseppe Turiano, insediatosi appena qualche giorno fa, al quale hanno esposto le ragioni della loro protesta. Che sono le stesse presentate all’inizio di quest’anno e riassunte in un promemoria. Fra le altre richieste “evitare controlli in mare durante le battute di pesca per motivi di sicurezza; eliminare la etichettatura in quanto viene già tracciata attraverso il D.D.T. e il Loog Book; portare la scadenza del Loog Book alla fine di ogni settimana e non giornaliera, sempre per motivi di sicurezza; le unità che hanno più permessi sulla licenza di pesca non devono essere vincolati dal tipo di pesca praticata ma essere liberi di procedere con altri sistemi di pesca compressi nella licenza in virtù del fatto che l’imbarcazione deve raggiungere i risultati economici; le unità autorizzate alla pesca del rossetto possono avere i divergenti a bordo; le imbarcazioni non devono essere vincolati ad avere solo una rete con maglia da 50 mm o da 40 mm; i verbali non devono essere eccessivi ma adeguati alla normativa, legge 154, che prevede per una cassa di pesce del valore di 50 euro una sanzione non superiore a cinque volte quel valore; in caso di sanzioni amministrative queste non debbano incidere sulla licenza di pesca con la prospettiva che possa essere sia pure temporaneamente sospesa; l’uso del doppio sacco nella rete al fine di selezionare il pescato dai rifiuti purtroppo assai diffusi in mare“.

COSI’ come a gennaio scorso sono richieste che “vengono – hanno ribadito – dalla esperienza del lavoro quotidiano. Non siamo contrai ai controlli. Anzi. Ma si devono tenere pure contro delle difficoltà proprie del nostro mestiere“. Il riferimento è in particolare ai pattugliatori della Guardia costiera che battono la costa pugliese. “Siamo trattati come delinquenti – protestano – e le penalizzazioni sono salatissime, non sopportabili. Non si può generalizzare – rilevano – le leggi vanno adattate alle caratteristiche delle marinerie locali. Così si distrugge una grande risorsa economica e si mette sul lastrico centinaia di lavoratori. Occorre trovare una soluzione”.

UNA soluzione che non può essere decisa in loco. Il comandante Turiano è stato chiaro: “massima comprensione e disponibilità a trovare punti di convergenza sulle tematiche che possono essere risolte da questa Capitaneria che non ha la possibilità di intervenire su una legislazione che viene dalla comunità europea”. Il comandante Turiano ha pertanto contattato il direttore marittimo della Puglia, contrammiraglio Giuseppe Meli che ha fissato un incontro a Bari con le rappresentanze delle varie marinerie per cercare le opportune soluzioni ad un problema che scotta.

Michele Apollonio

COMMENTI

WORDPRESS: 0