MAGNO: “ASI, CHI PAGA IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO?”

Quando il geom. Angelo Riccardi decise di confutare la decisione inibitoria dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), relativa alla sua nomina a

Tra Vieste e Gallipoli tanta Puglia in Trivago
AQP, da domani possibili restrizioni
IL FARO TORNA AD ILLUMINARE LA CITTÀ

Quando il geom. Angelo Riccardi decise di confutare la decisione inibitoria dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), relativa alla sua nomina a Presidente del Consorzio ASI di Foggia, elevando ricorso presso il Tribunale Ammnistrativo del Lazio, mi rivolsi a lui per chiedergli chi avrebbe pagato la relativa parcella.

In particolare chiesi, con una interrogazione al Presidente del Consiglio ed allo stesso Riccardi:

Nel caso che il Sindaco Riccardi insista nella decisione di adire in giudizio presso l’Autorità Giudiziaria Amministrativa (TAR) per conservare la presidenza ASI, non ritenga Egli di dare assicurazioni all’opinione pubblica che tutte le spese conseguenti all’intervento in giudizio saranno ad esclusivo Suo carico, visto che l’Autorità Giudiziaria verrebbe adita a tutela “personale” dello stesso Geom. Riccardi, non piuttosto nella sua funzione di Sindaco; oppure se Egli, per tutelare un proprio diritto soggettivo, voglia illegittimamente gravare sul bilancio del nostro Comune, già ampiamente deficitario, ovverosia su tutti i contribuenti“.

Nella stessa interrogazione domandai anche di darmi “una chiara risposta”. In realtà il secondo replicò con giri di parole e locuzioni né chiare né significative, tanto che non mi fu offerta la possibilità di capire se la parcella l’avrebbe pagata lui o il Comune.

Ora che c’è stato il giudizio negativo del TAR del Lazio e lo stesso geom. Riccardi sembra deciso ad impugnare la sentenza anche davanti al Consiglio di Stato, vorrei rivolgergli la stessa domanda, ma non lo farò con una nuova interrogazione consiliare, visti i tempi biblici con cui viene risposto ed i toni evasivi di solito usati, dunque gliela rivolgerò lo stesso, con i mezzi di ordinaria comunicazione.

La domanda sembra tanto più pertinente ora che il ricorso al Consiglio di Stato, quasi certamente reso all’esclusivo fine di portarla per le lunghe, più che ottenere ragione dal maggior Organo di Giustizia Ammnistrativa, rappresenterebbe un costo davvero gravoso per le casse del Comune e conseguentemente per tutti i contribuenti, già ridotte/i così male sotto l’Amministrazione Riccardi

COMMENTI

WORDPRESS: 0