Corruzione, rivelazione di segreto di ufficio, falso materiale, peculato d’uso, accesso abusivo al sistema informatico. Questa mattina gli agenti del
Corruzione, rivelazione di segreto di ufficio, falso materiale, peculato d’uso, accesso abusivo al sistema informatico. Questa mattina gli agenti della squadra mobile di Foggia hanno eseguito cinque ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, di cui 4 nei confronti di agenti della polizia stradale del capoluogo duano. L’indagine ha consentito di acquisire gravi indizi di reato nei confronti dei quattro poliziotti ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di una serie di illecite condotte che vanno dalla corruzione al falso materiale, al peculato d’uso, alla rivelazione del segreto di ufficio, nonché all’accesso abusivo al sistema informativo interforze, condotte poste in essere nel biennio 2014/2015. Gli inquirenti avrebbero accertato un presunto illecito scambio di favori da parte dei poliziotti consistenti in omissioni e/o atti contrari al dovere d’ufficio che il titolare di una concessionaria, incensurato, “ricompensava” con l’assegnazione all’agenzia di pratiche auto gestita di fatto dai poliziotti medesimi di numerose pratiche riguardanti i trasferimenti di proprietà delle autovetture vendute. Le intercettazioni telefoniche hanno inoltre evidenziato l’esistenza di presunti contatti illeciti tra alcuni dei poliziotti ed il pregiudicato cerignolano di 46 anni. In particolare, dalle attività tecniche è emerso che i poliziotti avvisavano preventivamente l’uomo di imminenti controlli all’autodemolizione di cui questi è titolare per permettergli di predisporre “adeguate contromisure” o comunque omettevano atti doverosi nei confronti di questi ed in cambio ricevevano periodicamente dal predetto parti di autovetture o servizi e regali vari senza corrisponderne il prezzo. E’ emerso, inoltre, un uso illecito del Sistema Informativo Interforze, concretizzatosi nell’accesso, per fini estranei all’attività d’ufficio, al Sistema e nella successiva divulgazione dei dati così acquisiti terzi, anche in cambio di illeciti compensi.
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