Giubileo sul Gargano, aperta la porta santa della cattedrale di Manfredonia

Per ottenere l’indulgenza i fedeli non dovranno necessariamente andare a Roma ma è possibile recarsi anche in un breve pellegrinaggio verso la Porta

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Per ottenere l’indulgenza i fedeli non dovranno necessariamente andare a Roma ma è possibile recarsi anche in un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, come segno del desiderio profondo di vera conversione, ma anche in Santuari dove si è aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese che tradizionalmente sono identificate come giubilari.

E così i Vescovi delle diocesi di Capitanata hanno aperto in questa giornata, terza domenica di avvento, le porte sante delle rispettive cattedrali come inizio dell’anno giubilare nelle singole chiese particolari. A queste, nei prossimi giorni, si aggiungeranno le porte dei santuari, di cui la nostra terra è ricca, meta di pellegrinaggi devozionali, che ciascun Vescovo ha individuato per celebrare l’anno giubilare che si concluderà il 20 novembre 2016.

A Manfredonia la funzione è stata officiata dall’arcivescovo, mons. Michele Castoro, alla presenza del clero cittadino e delle autorità civili e militari. “Non di grandi gesti – ha detto il Presule durante l’omelia – c’è bisogno, ma di tanti piccoli gesti, che là dove siamo chiamati a vivere, giorno per giorno, siano espressione di carità e di misericordia, che portino il respiro del cielo dentro le cose che facciamo. Allora, a cominciare da noi, si riprende a tessere la struttura buona del mondo, un mondo riconciliato e in pace. Mai come in questo momento difficile della storia dell’umanità, ferita da malvagità e violenza inaudita, abbiamo tutti bisogno di fare esperienza della misericordia divina per essere testimoni di perdono e di pace negli ambienti in cui viviamo. Una volta sperimentata la misericordia di Dio su di noi – ha proseguito mons. Castoro – col cuore riconciliato ci disporremo a trasmettere l’amore di Dio ai nostri fratelli. Ci ispireremo alle sette opere di misericordia: le ricordate? Dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, ospitare i forestieri, prendersi cura degli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. Ciascuno troverà il modo di metterle in pratica nella propria vita. E poi ci sono anche le opere della misericordia spirituale: istruire gli ignoranti, consigliare i dubbiosi, confortare gli afflitti, ammonire i peccatori, perdonare chi ci ha offeso, sopportare le persone antipatiche (che è la cosa più difficile), pregare per tutti. Il dono delle indulgenze ridonderà a favore dei vivi e dei defunti.

FOTO LEONARDO CIUFFREDA

 
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