Chissà la faccia di Luca Zaia, il presidente del Veneto che un mese fa, quando si parlava di tagli alla sanità delle Regioni, propose di mandare al S
Chissà la faccia di Luca Zaia, il presidente del Veneto che un mese fa, quando si parlava di tagli alla sanità delle Regioni, propose di mandare al Sud manager veneti o lombardi. Proprio quello che Michele Emiliano sta provando a fare in Puglia: per la direzione del dipartimento Sanità, la più importante delle nomine in programma dopo le ferie, l’ex pm barese ha infatti bussato anche in Veneto, ma alla fine potrebbe trovare la soluzione in Toscana.Tra i manager sondati da Emiliano c’era infatti Domenico Mantoan, direttore generale della sanità veneta. Un medico, ex ufficiale dei Carabinieri, che il governatore avrebbe voluto portare in Puglia per occuparsi di reimpostare le politiche della salute. Emiliano ha in mano l’interim della Sanità: ecco perché il capo del dipartimento sarà, a tutti gli effetti, un vice-assessore. Mantoan, il cui contratto in Veneto è in scadenza a fine anno, era un obiettivo interessante, ma non intende muoversi. E così Emiliano a luglio, di concerto con il direttore generale del ministero della Salute, ha incontrato a Roma numerosi manager pubblici e privati.
Lo stesso ministero sta sollecitando tutti i professionisti interessati a partecipare al bando pugliese. La procedura per cercare i 6 direttori di dipartimento (Risorse finanziarie, Mobilità e opere pubbliche, Sviluppo economico e innovazione, Turismo e cultura, Agricoltura e tutela dell’ambiente, Salute e benessere) scade l’11 settembre. Per la Sanità si parla con insistenza di un docente del Sant’Anna di Pisa, il centro di eccellenza dove il governatore Michele Emiliano nei mesi scorsi ha seguito alcuni moduli del master in management, ma non è del tutto da scartare l’ipotesi che possa essere confermato Vincenzo Pomo, attuale direttore dell’assessorato.
Una conferma appare certa per la guida del dipartimento Risorse finanziarie che dovrebbe andare a Lino Albanese, attuale direttore dell’area Finanze. Si cambia, invece, all’Agricoltura e all’Ambiente, che il modello Maia ha unificato in un maxidipartimento: al posto di Gabriele Papa Pagliardini e Antonello Antonicelli potrebbe arrivare Gianluca Nardone, professore ordinario di Economia agraria ed Estimo rurale dell’Università di Foggia e presidente del Dare (il Distretto agro alimentare pugliese).
Un professore universitario è destinato anche alla guida dello Sviluppo Economico: il governatore ha infatti scelto Domenico Laforgia, ingegnere, ex rettore dell’Università di Lecce. Si cambia anche al Turismo, dove l’idea di Michele Emiliano è il torinese Paolo Verri, già direttore del Salone del libro e più di recente a capo della fondazione Matera capitale della cultura 2019 oltre che degli eventi del padiglione Italia all’Expo di Milano.
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