Campagna elettorale in chiaro oscuro

Man mano che si avvicina l’ora zero della consultazione elettorale del 31 maggio prossimo per il rinnovo del governo cittadino, la campagna elettorale

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Man mano che si avvicina l’ora zero della consultazione elettorale del 31 maggio prossimo per il rinnovo del governo cittadino, la campagna elettorale si infiamma. L’armata di oltre trecentocinquanta candidati a Palazzo San Domenico, i cinque sindaci compresi, distribuita in sedici liste elettorali, è in piena azione per catturare i voti necessari per l’elezione. E se i prescelti per insediarsi nel consiglio comunale saranno ventiquattro, quello destinato al maggior scranno comunale sarà ovviamente soltanto uno. Comprensibile pertanto la battaglia che si è attivata non solo fra candidati di liste opposte, ma anche fra quelli compresi nella stessa lista. In questo contesto novità assoluta è la presenza delle donne che per legge deve essere pari ad un terzo di quella degli uomini. La loro non sarà dunque una partecipazione coreografica bensì sostanziale acquisita per diritto cha dovrà essere ovviamente convalidata con il suffragio popolare. La legge ha previsto che l’elettore possa esprime due voti ma riferiti a generi diversi. Una norma che ha fatto scattare, per una sorta di autotutela, la corsa all’abbinamento fra candidato/a ovviamente della stessa lista. Ma c’è, fra le donne, chi orgogliosamente rifiuta tale “sotterfugio” affermando che “il voto mi sarà dato non perché donna, ma perché mi si riconosce che lo merito per le qualità che esprimo”. Tale dilemma non c’è per il sindaco: i candidati sono infatti tutti di genere maschile. Probabilmente siamo ancora lontani dal vedere una donna candidata e magari eletta a guidare la città, ma forse si cominciano a percepire le prime avvisaglie per un processo ormai messo in moto.
Tra passato e presente invece le modalità di condurre la campagna elettorale. Imperversa naturalmente internet utilizzato in tutte le sue molteplici opportunità, e naturalmente i telefonini ribollenti di sms e note di ogni sorta. Oltre al messaggio c’è l’opportunità di inserire immagini a costo zero. Ma non si trascura il tradizionale manifesto murario con l’immagine del proponente candidato ritratto nella sua migliore e più ammiccante performance fotografica. In questa operazione le donne pare che battano i concorrenti uomini. In forte crescita i “comitati elettorali” dei singoli candidati (naturalmente chi può) frequentati in particolar modo da giovani protesi a dare corpo a illusorie speranze. Ci sono poi le “convention” altisonanti con l’intervento dei big della politica di partito, organizzarti in teatro, negli auditorium e nei luoghi strategicamente più utili allo scopo. Ma non si disdegna la piazza, il contatto più diretto anche con l’elettore distratto: c’è chi lo fa riscoprendo il “comizio”, chi inalbera un gazebo che sposta in luoghi diversi, chi si arma di un microfono volante e dice la sua. Sono apparse anche le automobili con gli altoparlanti. Insomma, una campagna elettorale più folcloristica e spettacolare che come momento terribilmente serio di riflessioni e di progettualità. Delle problematiche che pendono come spade di Damocle sulla città poso spazio e soprattutto generici riferimenti a cominciare dal lavoro, la madre di tutte le preoccupazioni delle gente. Insomma il dopo elezioni si preannuncia minato quanto meno da oscure incertezze oggettive e soggettive.
Michele Apollonio

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