Puglia invasa dai pesticidi

Centinaia di sostanze tossiche nelle acque pugliesi. È il dato allarmante diffuso dall’ultimo rapporto nazionale dell’Ispra, l’Istituto Superiore per

Il mare delle Isole Tremiti e del Gargano è il più inquinato dalla plastica. È quanto emerge dalla prima relazione stilata da Greenpeace Italia che con la sua campagna “Difendiamo il mare” sta solcando tutto l’Adriatico. E purtroppo la maggiore concentrazione di plastica è stata riscontrata all’altezza del Gargano e della Riserva Marina delle Isole Tremiti. “Ci siamo imbattuti in uno scenario chooccante con enormi quantità di rifiuti” racconta Giuseppe Ungherese, responsabile di Greenpeace Italia. A poche ore dall’entrata in vigore della direttiva europea che blocca la vendita di materiali in plastica monouso, la campagna “Difendiamo il mare” dell’associazione ambientalista lungo il mare Adriatico denuncia ancora una volta l’inquinamento dei nostri mari. “Abbiamo rilevato picchi di contaminazione nella zona della laguna di Lesina e Varano – prosegue Ungherese – proprio in questa area dell’Adriatico, dove, per via della corrente marina caratterizzata da un grande vortice in senso antiorario dai Balcani verso l’Italia, l’inquinamento da plastica è particolarmente rilevante”. Greenpeace ha documentato la presenza di rifiuti in plastica al largo delle Isole Tremiti, dove l’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici rischia di compromettere un ambiente marino unico e ricco di biodiversità. Durante la sua navigazione al largo dell’arcipelago, la spedizione di Greenpeace si è imbattuta in chiazze di materiale organico e rifiuti in plastica, come cassette in polistirolo, bottiglie, buste, sacchetti, guanti monouso e reti tubolari usate per l’allevamento delle cozze, a dimostrazione del fatto che l’inquinamento da plastica non ha confini e raggiunge anche un’area protetta come le Isole Tremiti.
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Centinaia di sostanze tossiche nelle acque pugliesi. È il dato allarmante diffuso dall’ultimo rapporto nazionale dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale condotto sulla presenza di pesticidi nelle acque pugliesi. Secondo l’Ispra, infatti, nel biennio 2011-2012 sono state rilevate 175 sostanze tossiche diverse, evidenziando una ampia diffusione della contaminazione con tendenza all’aumento rispetto agli anni precedenti.sopra ogni limite.

«La nostra Regione è una di quelle nelle quali sono stati effettuati il minor numero di campionamenti, comunque con riscontro di risultati preoccupanti e sopra i limiti» denuncia Agostino Di Ciaula, dirigente medico e coordinatore del comitato scientifico nazionale dell’Isde, Medici per l’Ambiente. «La Puglia è al quarto posto in Italia per uso di pesticidi e la provincia di Bari è prima in Puglia – tuona Di Ciaula – le evidenze scientifiche note sugli effetti dannosi dei pesticidi impongono la necessità di cambiare rapidamente strada nel modo di coltivare i nostri campi soprattutto nell’interesse delle nuove generazioni, quelle che pagano le conseguenze maggiori».

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