Il Gruppo Archeo Speleologico “Città di Manfredonia” ha promosso, alla fine di Dicembre 2011, con il patrocinio del Comune di Manfredonia la pulizia d
Il Gruppo Archeo Speleologico “Città di Manfredonia” ha promosso, alla fine di Dicembre 2011, con il patrocinio del Comune di Manfredonia la pulizia di alcuni ipogei carsici. La cavità prescelta per la pulizia, nota come Grotta Occhiopinto situata nel comune di Manfredonia.
In questa occasione molti cittadini, oltre a dare una mano all’iniziativa denominata “Puliamo il buio”, si sono avvicinati alla speleologia scoprendo luoghi della propria città e ricostruendo un percorso di identità culturale e paesaggistica con il proprio territorio. Luigi Coppolecchia, presidente del Gruppo Archeo Speleologico Città di Manfredonia che ha sede in Via Tito Minniti 18, a Manfredonia, ha ringraziato tutti i partecipanti omaggiandoli con un attestato che rappresenta anche un invito a ripetere questa iniziativa al più presto in altre cavità. L’evento di promozione della speleologia in ogni sua manifestazione, ai fini dell’esplorazione, della conoscenza dello studio e della salvaguardia delle grotte e delle aree carsiche, ha infatti visto la presenza di oltre 40 persone tra cui molti giovani e giovanissimi.
Ulteriore finalità è quella dell’individuazione e della ricognizione di superficie, con metodi non intrusivi, di aree riconducibili alle culture umane del passato, dello studio dei paesaggi antichi, della raccolta e catalogazione informatizzata dei dati, della fruizione e valorizzazione degli stessi. L’ apertura della grotta non è armata perché situata in un campo coltivato a grano per cui la progressione avviene pressoché in piano e quindi di facile accesso. Dopo pochi metri, si apre in un salone dove si sta comodamente in piedi e da lì è possibile accedere, con pochi salti, alla parte più bassa fino alla profondità di circa 43 metri laddove sono visibili alcuni suggestivi laghetti al piano della falda acquifera.
Questa grotta, come molte altre, è stata fatta oggetto di discarica, in maniera massiccia. Qui, si è assistito ad un vero boom di scarico abusivo di bottiglie, pezzi di auto, lavatrici, materassi, materiali di risulta, copertoni, sacchi di immondizia, medicinali e presidi medici chirurgici. In aggiunta a questi rifiuti, all’entrata, sono stati rinvenuti nella parte più profonda materiali di ogni genere; ha colpito in particolare la presenza di batterie d’auto e filtri per lubrificanti, abbandonati da persone, che viene difficile definirli speleologi. Per questo motivo si ritiene che l’acqua che vi percolava e che raggiunge i laghetti sia inquinata e, di conseguenza, lo sono anche le falde acquifere.
Per il recupero dei rifiuti sia in superficie che sul fondo è stato necessario organizzare più squadre sia interne che esterne, raccogliendoli in superficie in appositi contenitori. E che puntualmente sono stai poi smaltiti dall’Azienda Servizi Ecologici S.p.a. (A.S.E.) di Manfredonia. L’obiettivo principale si spera raggiunto è stato quello di evitare che i rifiuti continuino ad inquinare le falde acquifere e, in secondo luogo, rendere la grotta ancora praticabile alle future esplorazioni e studi.
Si rende doveroso ringraziare la Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia e le seguenti persone che con il loro personale contributo hanno permesso la riuscita dell’iniziativa e il raggiungimento degli obbiettivi prefissati: Anna Maria Tunzi, Ginevra D’Onofrio, Anna Maria Vitulano, Antonio D’Aniello, Antonio Lupoli, Antonio Sasso, Antonio Tomaiuolo, Benedetto Umbriano, Cesare Borgia, Diego Sovereto, Domenico Facciorusso, Federica Borgia, Filippo Lupoli, Franco Zerulo, , Giovanni Simone, Giuseppe Arturo, Giuseppe De Filippo, Giuseppe Sciacovelli, Lorenzo Bambacaro, Lorenzo Riccardo, Lucia Piemontese, Luigi Renis, Matteo Borgia, Matteo di Sabato, Michele Tomaiuolo, Michele Umbriano, Nicola Leone, Raffaele di Sabato, Rossella Guerra, Vincenzo Sasso, Vito Cainazzo, Vito Prencipe.
Un ringraziamento speciale va all’amministrazione comunale nelle persone del Sindaco Angelo Riccardi e vice-sindaco Matteo Palumbo, dell’Assessore all’Ambiente Michele Gallifuoco e dell’Ing. Domenico Curci, il cui patrocinio rappresenta un chiaro segnale di interesse al recupero del territorio e alla valorizzazione di una risorsa storico-paesaggistica di indubbio rilievo internazionale.
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