Arrestato per violenza sessuale, ai domiciliari, evade. Emessa OCCC

IL carcere, anche in virtù della mancata propensione a rispettare i limiti impostigli dalla misura degli arresti domiciliari, quale misura più adeguat

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IL carcere, anche in virtù della mancata propensione a rispettare i limiti impostigli dalla misura degli arresti domiciliari, quale misura più adeguata a contenerne la personalità”. Nelle prime ore del mattino di giovedì 8 novembre 2011, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Manfredonia, del comandante Tenente Antonio Stanizzi, hanno tratto in arresto in flagranza, per il reato di evasione, Maurizio Ciociola, 24enne del luogo, pregiudicato e già noto alle Forze dell’Ordine. Lo stesso, in seguito alle risultanze investigative raccolte dai militari del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Manfredonia si trovava sottoposto agli arresti domiciliari a partire dalla fine del decorso mese di novembre, in esecuzione di ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia, poichè gravemente indiziato dei delitti di “lesioni personali aggravate” e di “violenza sessuale.”

Durante la tarda serata di mercoledì 7 dicembre i carabinieri si recavano presso l’abitazione dove il predetto avrebbe dovuto trovarsi per scontare gli arresti domiciliari. Nella circostanza, gli operanti constatavano che Ciociola non era presente in casa. Immediate le ricerche per individuarlo, effettuando anche passaggi in luoghi presumibilmente frequentati dallo stesso. Tali ricerche davano purtroppo esito negativo, cosicchè dopo un’ora circa i militari si recavano nuovamente presso il domicilio dell’evaso, verificandone per la seconda volta la non presenza. Visto l’orario notturno, condizione che forse permette più agevolmente di commettere reati a chi è dedito agli stessi, considerata la “personalità” di Ciociola, i carabinieri continuavano a ricercare l’evaso, soprattutto aggirandosi nei paraggi del suo domicilio. Finalmente, qualche ora più tardi essi riuscivano a reperirlo, proprio qualche istante dopo che il predetto aveva fatto rientro in casa. Ciociola, non potendo addurre ragioni alla sua assenza da casa, veniva accompagnato in caserma, dichiarato in arresto per il delitto di evasione e dopo le formalità di rito condotto presso la Casa Circondariale di Foggia a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria.

Ciociola si trovava agli arresti domiciliari da poco meno di 10 giorni a seguito delle indagini nei suoi confronti, iniziate il 29 ottobre 2011, ( Focus arresto) dopo che i carabinieri erano intervenuti presso il Pronto soccorso di Manfredonia, ove si trovava un 30enne che, poco prima, nella zona portuale, aveva subito una brutale aggressione da parte di un individuo che lo aveva ripetutamente e ferocemente colpito al volto ed alla testa con una spranga, procurandogli vari traumi e fratture e cagionandogli un serio quadro clinico che rendeva necessario il trasporto del malcapitato presso la struttura ospedaliera Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Dalle prime indicazioni ricevute, gli investigatori, grazie alla profonda conoscenza della realtà operativa del territorio e dei personaggi di interesse attivi nello stesso, riuscivano a risalire al Ciociola, individuandolo quale autore della cruenta azione. Proseguendo nelle indagini i militari accertavano altresì il motivo di tanta spietata barbarie, acclarando che il Ciociola aveva di recente dimostrato morbosa attenzione per la fidanzata dell’aggredito, più volte già importunata dallo stesso, giungendo finanche a usarle violenza sessuale, consistente in baci forzati e prepotenti “palpate” in zone erogene.

Ciociola, con vari precedenti penali per rapina, minaccia, lesioni personali, spaccio di sostanze stupefacenti, rissa, resistenza a pubblico ufficiale ed altro, è individuo che parrebbe palesare una certa propensione a delinquere valutata alla luce dei suoi trascorsi penali e giudiziari e, in genere, la sua condotta di vita decisamente non irreprensibile. Il carcere dunque, anche in virtù della mancata propensione a rispettare i limiti impostigli dalla misura degli arresti domiciliari, come “misura più adeguata a contenerne la personalità” del giovane.
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