Organizzavano matrimoni fittizi con stranieri. 19 gli arrestati.

Del 07 Dec 2017 in Cronaca, News

Organizzavano matrimoni combinati tra italiani e stranieri per far avere loro i permessi di soggiorno. Sono 19 le persone accusate di favoreggiamento dell’immigrazione illegale attraverso la produzione di documentazione e attestazioni false presso le Autorità italiane, sia sul territorio nazionale che all’estero. Otto le persone finite in carcere, 11 ai domiciliari.

Le indagini che hanno portato a sgominare una organizzazione, operativa in provincia di Foggia, composta da 3 marocchini, residenti a Foggia e 16 italiani, residenti tra Foggia e Manfredonia, sono partite l’anno scorso. Ad accendere i sospetti dei militari, nel maggio del 2016, l’ambasciata d’Italia a Rabat che aveva inviato alla procura presso il tribunale di Foggia una nota informativa, segnalando che una cittadina italiana, di Manfredonia, aveva richiesto un certificato di idoneità matrimoniale riguardante un cittadino marocchino, esibendo una busta paga apparentemente falsa. L’ambasciata lanciava il sospetto che potesse trattarsi di un matrimonio “di comodo”.

Dalle indagini è emerso che la banda aveva messo in piedi un lucroso sistema per introdurre in modo apparentemente legale cittadini marocchini, uomini e donne, in Italia.

Il meccanismo era rodatissimo: i tre indagati stranieri, considerati il perno dell’attività illecita, avevano il compito di individuavano in Italia le persone disposte a contrarre il matrimonio all’estero, dietro pagamento di una somma di 2000 euro. A quel punto venivano dotati di biglietto aereo e inviati in Marocco, dove, una volta sposati, producevano la documentazione presso l’ambasciata d’Italia per il rilascio del visto d’ingresso del coniuge. Tornati in Italia erano poi obbligati a una breve convivenza con il consorte, per il tempo strettamente necessario al rilascio del permesso di soggiorno.

Ottenuto il permesso di soggiorno e maturati i tempi considerati giusti per non dare troppo nell’occhio, si avviavano le pratiche di separazione.

Enorme il giro d’affari messo in piedi dalla banda. Per ogni matrimonio si intascavano tra i 7.000 ed i 10.000 euro.

In ognuno dei casi accertati è emerso il fine di lucro sia dei nubendi sia degli organizzatori. Per questo, concluse le attività investigative, la Procura della Repubblica di Foggia ha ritenuto sussistere le esigenze cautelari nei confronti dei cittadini italiani che, oltre ad essersi prestati ad andare in Marocco per contrarre il matrimonio con i cittadini stranieri, ne hanno poi chiesto la trascrizione in Italia. A differenza degli altri, per la Procura, hanno dimostrato una più forte propensione a delinquere, formulando un atto ideologicamente falso che consentiva l’ingresso e la permanenza in Italia a perfetti sconosciuti che, nel frattempo, hanno fatto perdere le proprie tracce.

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