Manfredonia reagisce alla “missiva” di Energas: “No al deposito Gpl”

Ferma opposizione di Manfredonia all’insediamento del deposito Gpl. Il Consiglio comunale (un solo astenuto) ha approvato la mozione che interpreta l

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Ferma opposizione di Manfredonia all’insediamento del deposito Gpl. Il Consiglio comunale (un solo astenuto) ha approvato la mozione che interpreta le attese della cittadinanza deliberando la propria ferma opposizione alla prospettata ipotesi dell’insediamento dell’Energas. “Un Consiglio comunale che si è unito ancor più, semmai ce ne fosse stato bisogno, dopo la lettera inviata dall’amministratore Energas, Diamante Menale, attraverso un noto studio legale barese. Una missiva che è stata ritenuta minatoria nei toni e nei contenuti e che ha galvanizzato il senso di responsabilità, di fronte alla cittadinanza, dei consiglieri comunali sipontini. Nessuno di questi ultimi è parso intimidito dinanzi alle parole di Menale che pesano come macigni”.

Questa le parole contenute nella lettera “pervenuta il giorno prima che il Consiglio comunale discutesse le mozioni che hanno avuto come oggetto l’ipotesi di insediamento in loco dell’azienda partenopea”: “Su tutti i soggetti che hanno concorso (o concorreranno in futuro) all’adozione di atti finalizzati ad impedire pretestuosamente la realizzazione del progetto di Energas gravano pesanti responsabilità che la società odierna deducente, suo malgrado, sarà costretta a far valere in tutte le sedi competenti (in sede civile, amministrativa, contabile e penale), nel caso in cui l’Amministrazione darà seguito ad una condotta manifestamente deviata rispetto al pubblico interesse e ai diritti ed interessi legittimi della scrivente”. Si legge: “una comunicazione che è stata inviata tramite posta elettronica agli indirizzi istituzionali di sindaco, assessori e consiglieri, oltre che del presidente del Consiglio, ma finanche, e questo dovrebbe far riflettere, alla posta elettronica personale di alcuni di loro: indirizzi e-mail non certo pubblici”

La mozione approvata dal Consiglio comunale di Manfredonia impegna “il sindaco e l’Amministrazione comunale a valutare tutte le condizioni di legge e regolamenti legittimanti l’emissione di un parere urbanistico negativo all’insediamento dell’impianto Energas, in particolare sulla base dell’art. 44 delle Norme tecniche di Attuazione del P.R.G.” e, interpretando le attese dell’intera cittadinanza, “ad attivarsi nelle sedi opportune, compresa quella del MISE, per opporsi all’insediamento del predetto impianto, svolgendo una decisa azione per porre in rilievo il grave rischio industriale per la città e il rilevante impatto ambientale per tutto il territorio circostante”.

Tra sentenze del TAR regionale, interpretazioni del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, statuizioni del Consiglio di Stato, interpretazione autentica delle NTA del PRG, ipotesi di “sviamento del potere scrive Energas – con genesi di responsabilità penale degli amministratori del Comune di Manfredonia”, si arriva all’affondo con l’affermazione che scopre ulteriormente le carte: “il Comune non è chiamato ad esprimere nessun atto di assenso ovvero titolo urbanistico e/o edilizio nell’ambito del procedimento di approvazione del progetto, che si conclude infatti con una Autorizzazione Unica assentita dal MISE (sia pure acquisito il parere consultivo del Comune)”.

Il sindaco Riccardi, dopo aver annunciato del mandato conferito ai legali per valutare il contenuto della missiva e, eventualmente, iniziare con un procedimento giudiziario, ha affermato, più volte, che: “La lettera che abbiamo ricevuto va interpretata come un gesto di debolezza da parte dell’Energas”. Non è il caso di fare congetture su attentati terroristici e, meno che mai, alzare le barricate dinanzi a qualsivoglia insediamento industriale; è il caso, invece, di tenere in debito conto che “non è stato ancora presentato da Energas s.p.a. – come si premette nella mozione adottata dal nostro Consiglio comunale – il rapporto di sicurezza, così come previsto dalla Direttiva Seveso III”.

Precisa il primo cittadino: “Non appare semplice, in definitiva, far valere le ragioni della città nella conferenza di servizi che sarà convocata presso il Ministero dello Sviluppo economico nei mesi a venire, non fosse altro perché gli enti territoriali come i Comuni non hanno alcun potere: possono esprimere il proprio parere, e il Comune di Manfredonia sta lavorando da tempo per motivare con i dati di fatto il proprio diniego, ma ciò non è vincolante in ragione del fatto che l’ultima parola spetta al Ministero stesso, cioè al Governo”.

Aggiunge Riccardi: “In attesa che venga fissata la data per recarsi al Ministero e far valere le ragioni di una cittadinanza già fortemente provata dall’esperienza Enichem, per quanto si tratti di insediamenti produttivi di natura difforme, la sensibilizzazione non si arresta: le istituzioni (non si trascuri la presa di posizione contro l’Energas anche del sindaco di Puglia, Michele Emiliano), le associazioni, i partiti, i cittadini tutti, sono consapevoli che l’approvazione della mozione congiunta in Consiglio comunale è un nuovo passo avanti in questa dura ‘lotta’ pacifica, ma c’è ancora tanta strada da percorrere”.

E conclude: “Si può essere sicuri, però, che all’appuntamento al Mi.S.E. verranno addotte tutte le argomentazioni valide perché si rispetti la volontà della città: Manfredonia non vuole l’insediamento Energas”

 


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