La riforma dei porti è legge

La Riforma, come ben noto, ha soppresso l’Autorità portuale di Manfredonia - Le speranze e le attese sono ora riposte nella nuova formazione gestiona

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La Riforma, come ben noto, ha soppresso l’Autorità portuale di Manfredonia – Le speranze e le attese sono ora riposte nella nuova formazione gestionale – innovazione importante la gestione partecipata del porto – Un sistema portuale insomma che guardi al mercato, alle risorse territoriali in una dimensione quanto meno europea>>

La Gazzetta ufficiale n. 203 del 31 agosto scorso, ha pubblicato l’attesa Riforma dei porti italiani. Per tanti versi una data ma soprattutto un provvedimento storico che regolamenta in gran parte lo sgangherato settore della governance dei porti italiani fin qui caratterizzata da situazioni paradossali lontane da una seria ed efficace gestione dei traffici marittimi. Tra queste la più eclatante e paradossale è certamente quella dell’Autorità portuale di Manfredonia retta per ben undici anni, caso più unico che raro, da ben due commissari che a tutto hanno pensato fuorché a dare impulso alle attività portuali precipitate ai suoi minimi storici. Ma forse ancor più incredibile è la colpevole accondiscendenza dei ministeri di riferimento che evidentemente e nonostante le tante denunce anche della Corte dei conti, hanno consentito una situazione che tra l’altro ha comportato un forte aggravio di spesa infruttuosa.
La cuccagna ora è finita (a parte eventuali strascichi). La Riforma, come ben noto, ha soppresso l’Autorità portuale di Manfredonia che probabilmente avrebbe avuto una sorte diversa se la ultra decennale gestione commissariale fosse stata oculata e finalizzata alla valorizzazione di una struttura che ha requisiti tecnici e logistici di grande interesse. Le speranze e le attese sono ora riposte nella nuova formazione gestionale prevista dalla Riforma che ha ridotto a 15 Autority ridefinite di “sistema portuale”. Il porto di Manfredonia è stato compreso nella Autorità di sistema logistico del basso Adriatico assieme ai porti di Brindisi, Monopoli, Barletta e Bari. Nel capoluogo pugliese avrà sede l’Autority; negli altri porti sono previsti “uffici territoriali” controllati dall’AdSP di Bari ove sarà costituito un Ufficio territoriale cui è preposto un segretario provinciale scelto tra il personale dell’AdSP.
Ruolo importante avrà l’istituendo Comitato di gestione che sostituisce il Comitato portuale (a Manfredonia mai costituito, ndr) ove confluiranno le istanze istituzionali. L’organismo sarà composto dal presidente dell’AdSP e un membro ciascuno designato da Regione, sindaco, autorità marittima. Durerà quattro anni ed è rinnovabile una sola volta.
Altra innovazione importante ad affermare la gestione partecipata del porto, è l’”Organismo di partenariato della risorsa mare” che dovrà rappresentare le istanze dei privati: Ne faranno parte il presidente dell’AdSP, il comandante del porto già sede di Autority, e quindi i rappresentanti degli armatori, industriali, operatori delle Camere di commercio e servizi tecnico-nautici, spedizionieri, operatori logistici intermodali operanti nei porti, operatori ferroviari operanti nel porto (i Commissari di Manfredonia hanno completamente divelto i binari ferroviari del porto, ndr), agenti marittimi, autotrasportatori, operatori del turismo e del commercio operanti nel porto, lavoratori delle imprese portuali. Infine presso il Ministero dei trasporti è istituita la Conferenza nazionale di coordinamento delle AdSP col compito di coordinare i grandi investimenti infrastrutturali, di pianificare l’urbanistica portuale, le strategie di concessione demaniali, di marketing e promozione internazionale dei sistemi portuali.
Un sistema portuale insomma che guardi al mercato, alle risorse territoriali in una dimensione quanto meno europea la cui capacità di realizzazione dipenderà dalla scelta dei preposti alle varie funzioni. Sarà quello il banco di prova delle volontà dei singoli soggetti chiamati in causa dalla Riforma di dare concretamente e responsabilmente la svolta ad un settore dalle enormi prospettive.
Michele Apollonio

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