Controllo del territorio dei Carabinieri. Piemontese: “importante aumentare la percezione di sicurezza nei cittadini”

L’attività investigativa volta al contrasto dei reati di micro e macro criminalità può spesso apparire difficoltosa se non preceduta da una sensibile

Puglia Open Days 2014 in Capitanata
Il mare delle Isole Tremiti e del Gargano è il più inquinato dalla plastica. È quanto emerge dalla prima relazione stilata da Greenpeace Italia che con la sua campagna “Difendiamo il mare” sta solcando tutto l’Adriatico. E purtroppo la maggiore concentrazione di plastica è stata riscontrata all’altezza del Gargano e della Riserva Marina delle Isole Tremiti. “Ci siamo imbattuti in uno scenario chooccante con enormi quantità di rifiuti” racconta Giuseppe Ungherese, responsabile di Greenpeace Italia. A poche ore dall’entrata in vigore della direttiva europea che blocca la vendita di materiali in plastica monouso, la campagna “Difendiamo il mare” dell’associazione ambientalista lungo il mare Adriatico denuncia ancora una volta l’inquinamento dei nostri mari. “Abbiamo rilevato picchi di contaminazione nella zona della laguna di Lesina e Varano – prosegue Ungherese – proprio in questa area dell’Adriatico, dove, per via della corrente marina caratterizzata da un grande vortice in senso antiorario dai Balcani verso l’Italia, l’inquinamento da plastica è particolarmente rilevante”. Greenpeace ha documentato la presenza di rifiuti in plastica al largo delle Isole Tremiti, dove l’impatto delle attività umane e dei cambiamenti climatici rischia di compromettere un ambiente marino unico e ricco di biodiversità. Durante la sua navigazione al largo dell’arcipelago, la spedizione di Greenpeace si è imbattuta in chiazze di materiale organico e rifiuti in plastica, come cassette in polistirolo, bottiglie, buste, sacchetti, guanti monouso e reti tubolari usate per l’allevamento delle cozze, a dimostrazione del fatto che l’inquinamento da plastica non ha confini e raggiunge anche un’area protetta come le Isole Tremiti.
Occhi sulla Puglia anche dallo spazio: lo scatto di Copernicus

L’attività investigativa volta al contrasto dei reati di micro e macro criminalità può spesso apparire difficoltosa se non preceduta da una sensibile percezione della sicurezza da parte della cittadinanza. È per questo che voglio complimentarmi con il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Col. Antonio Basilicata, il Comandante della Compagnia di Manfredonia Cap. Federico M. G. Fazio ed il Comandante del Nucleo Operativo Radiomobile Ten. Ugo Chiosi nonché con tutti i dirigenti ed i militari dei reparti coinvolti, fino alla stazione di Monte Sant’Angelo, in occasione del servizio coordinato di controllo del territorio di sabato sera svolto nella Città ormai patrimonio dell’Unesco.

Sulle proporzioni dell’operazione, come ormai da settimane succede anche nel Capoluogo, che ha visto anche la presenza di un elicottero, mi permetto di sottolineare come, per quanti pensano che la presenza dei Carabinieri, e in generale delle forze dell’ordine, debba essere garantita solo in presenza di qualche accadimento, che sabato sono state investite risorse umane e finanziarie su tutta la collettività non per catturare boss o latitanti ma per chiedere una fiducia che raramente è offerta. L’auspicio è che si possa continuare su questa linea e che la cittadinanza, anche in forma anonima, inizi a collaborare fornendo ogni utile informazione che possa permettere di assicurare alla giustizia chi sta depredando a livello sociale ed economico non solo Monte Sant’Angelo ma anche altre Città della nostra Provincia. In tal senso l’attività del Consiglio degli Studenti, che come tutta l’Università non ha competenza diretta in materia, dovrà sempre essere diretta a favorire l’organizzazione di momenti di confronto volti, come tra l’altro prevede lo stesso Statuto d’Ateneo, a combinare in modo organico le proprie funzioni per contribuire al progresso culturale, civile ed economico del paese”.

COMMENTI

WORDPRESS: 0