Una bolla elettronica per seguire gli spostamenti dell’olio, contrastare le frodi sull’origine dei prodotti e impedire che partite provenienti dall’

Una bolla elettronica per seguire gli spostamenti dell’olio, contrastare le frodi sull’origine dei prodotti e impedire che partite provenienti dall’estero vengano commercializzate come italiane. È la novità al centro dell’intesa raggiunta tra l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, il Ministero dell’Agricoltura e i rappresentanti della filiera olivicola, che punta ad avviare l’applicazione del DAO, il Documento di Accompagnamento elettronico Olivicolo.L’obiettivo è rafforzare la tracciabilità del prodotto lungo la catena commerciale, introducendo un sistema digitale modellato su quello già utilizzato nel settore vitivinicolo. Uno strumento richiesto da tempo dagli operatori del comparto, soprattutto in Puglia, per contrastare le pratiche fraudolente che penalizzano i produttori e alterano le condizioni di concorrenza.Nel mirino ci sono i cosiddetti “trafficanti d’olio”, intermediari che, sfruttando le lacune nei controlli, possono immettere sul mercato prodotto importato da Paesi europei ed extraeuropei facendolo passare per italiano. Un fenomeno denunciato dalla filiera, che contribuisce a comprimere i prezzi riconosciuti agli olivicoltori e a mettere in difficoltà le imprese che operano rispettando le regole.Il documento elettronico dovrebbe consentire controlli più puntuali sulla movimentazione del prodotto e sulla sua provenienza, rendendo più difficile mascherarne l’origine. La sua efficacia dipenderà anche dalle modalità operative di applicazione e dall’attività di vigilanza.Aiuti ai frantoi, contributi fino a 300mila euroAccanto alla stretta sulla tracciabilità, la strategia illustrata dalla Regione prevede misure economiche per sostenere la trasformazione olivicola, alle prese con il rincaro dell’energia e le difficoltà del mercato.Gli interventi annunciati prevedono 300mila euro per frantoi industriali, cooperative e organizzazioni di produttori e 50mila euro per i piccoli frantoi. Le modalità di accesso e i requisiti per ottenere i contributi dovranno essere definiti nei relativi provvedimenti attuativi.Il sostegno economico si affianca così al rafforzamento dei controlli, con l’intento di tutelare sia la produzione agricola sia le imprese che si occupano della molitura e della trasformazione delle olive.Paolicelli: “In prima linea contro la crisi del settore”“Siamo in prima linea su ogni punto per accompagnare gli agricoltori e contrastare la crisi del settore”, ha dichiarato l’assessore regionale Francesco Paolicelli.La Puglia, tra i territori più importanti per l’olivicoltura italiana, ha sostenuto l’introduzione del documento digitale raccogliendo le sollecitazioni degli agricoltori e dei frantoiani, che chiedono da tempo maggiori garanzie sulla provenienza dell’olio commercializzato e strumenti più efficaci contro le irregolarità.Per le associazioni di categoria, la bolla elettronica rappresenta un primo passo verso una maggiore trasparenza del mercato. Il nodo resta quello della remunerazione del lavoro agricolo: la presenza di prodotti venduti a prezzi particolarmente bassi, insieme all’aumento dei costi di produzione, mette sotto pressione la sostenibilità economica delle aziende.La sfida sarà ora trasformare l’intesa in un sistema di controlli concretamente applicabile, capace di distinguere l’olio italiano da quello importato senza penalizzare gli operatori corretti. Per gli olivicoltori pugliesi, la tutela dell’origine del prodotto è considerata una condizione essenziale per difendere il valore delle produzioni e la competitività della filiera.
saverio serlenga

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