Minaccia droni russi, c’è anche la Puglia: ecco le zone ritenute a rischio

Nelle ultime ore si sono diffuse notizie e indiscrezioni di intelligence (attribuite alla CIA e riprese da testate internazionali e nazionali) rigua

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Nelle ultime ore si sono diffuse notizie e indiscrezioni di intelligence (attribuite alla CIA e riprese da testate internazionali e nazionali) riguardo alla possibilità che la Russia stia pianificando provocazioni o azioni dimostrative tramite droni e navi da spia nel bacino del Mediterraneo. Tali manovre punterebbero a monitorare le rotte marittime e le infrastrutture strategiche dei paesi della sponda sud dell’Alleanza Atlantica (Italia, Francia e Spagna).

I luoghi a rischio e il ruolo della Puglia

Tra le regioni italiane tenute sotto stretta osservazione spicca la Puglia, in virtu delle sue installazioni militari chiave:

  • Taranto e la Base Navale: Hub della Marina Militare e punto di forza strategico nello scenario che collega il Mediterraneo al Mar Rosso e all’Ovest Atlantico.

  • Aeroporto Militare di Amendola (Foggia): Sede del 32° Stormo dell’Aeronautica Militare. La base ospita i caccia F-35 A e B e i velivoli a pilotaggio remoto Predator (MQ-9A), fondamentali per il pattugliamento del cielo e delle rotte marittime.

  • Brindisi e Gioia del Colle: Ulteriori presidi della difesa aerea e marittima pronti a intervenire in caso di incursioni non autorizzate nei confini dello spazio aereo nazionale o dello spazio di interesse strategico.

La smentita ufficiale del Governo italiano

Sia il Ministro della Difesa Guido Crosetto sia il Ministro degli Esteri Antonio Tajani sono intervenuti per ridimensionare la portata dell’allarme:

  • Tajani ha dichiarato a New York: “Ho parlato con il ministro Crosetto, queste notizie non hanno fondamento. Non abbiamo mai avuto segnalazioni in questo senso o allerte specifiche.”

  • La Commissione Europea e i vertici militari italiani hanno ribadito che, pur mantenendo standard elevati di vigilanza e pattugliamento (standard definiti di normale ‘Air Policing’), non risulta alcuna allerta imminente sul territorio.

Come funziona la Difesa Aerea Italiana

Anche in assenza di minacce imminenti, il sistema di sorveglianza integrato della NATO (di cui la base foggiana di Amendola è una colonna portante) garantisce un monitoraggio h24 grazie ai radar terrestri e alle sortite dei caccia intercettori. In caso di traccia non identificata nel Mediterraneo, scatta la procedura standard di scramble (decollo rapido degli F-35 o Eurofighter) per l’intercettazione e la verifica visiva.

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