“I dati della Cgia di Mestre sull'indebitamento delle famiglie non sono un sollievo, ma l'ennesimo campanello d’allarme di un disastro sociale ed
“I dati della Cgia di Mestre sull’indebitamento delle famiglie non sono un sollievo, ma l’ennesimo campanello d’allarme di un disastro sociale ed economico senza precedenti. Vedere Foggia nelle retrovie della classifica nazionale solo perché le banche non concedono più mutui immobiliari è l’inganno di una statistica che nasconde una verità drammatica: le famiglie foggiane si stanno indebitando per fare la spesa, pagando tassi d’interesse (Taeg) record oltre il 10%. Una situazione esplosiva che la politica ai vari livelli non può continuare a ignorare”. Lo dichiara con fermezza il consigliere comunale di Foggia, Pasquale Cataneo.“L’impatto di un credito al consumo che sfiora i 6.000 euro a nucleo familiare diventa insostenibile se rapportato all’ultimo, vergognoso verdetto della classifica nazionale sul reddito pro-capite, che relega Foggia all’ultimo posto in Italia con la miseria di 14.952 euro medi. Come possono i nostri concittadini far fronte al carovita se mancano il lavoro e le entrate minime? Oppure avere costi altissimi dei servizi essenziali come la Tari? La risposta è purtroppo sotto gli occhi di tutti ed è certificata dal dato più doloroso: Foggia detiene il primato nazionale per tasso di emigrazione e abbandono dei residenti. Non assistiamo solo alla fuga dei giovani, ma allo sfaldamento di intere famiglie che scappano da una terra che ai suoi cittadini non offre più dignità né futuro”.Cataneo punta il dito contro l’immobilismo dell’amministrazione e richiama le proprie iniziative in Aula: “Da tempo ho depositato specifiche mozioni consiliari mirate allo sviluppo economico, alla creazione di occupazione stabile e alla valorizzazione degli asset strategici del territorio. Tra queste, le mozioni per: tutela reddito agricoltori e della Cun del Grano duro, il ciclo integrato con il riuso dell’acqua affinata e dei nuovi invasi, del rilancio Ferrovia Foggia Manfredonia e la realizzazione della Stazione Av, unitamente al pieno e definitivo rilancio dello scalo aeroportuale “Gino Lisa” connesso anche su ferro alla rete Ten-T, perché’ deve smettere di essere un’infrastruttura a mezzo servizio e diventare il vero hub logistico e turistico della Capitanata, capace di attrarre investimenti e generare migliaia di posti di lavoro. Che fine hanno fatto questi atti votati quasi tutti all’unanimità dal Consiglio comunale? Perché restano chiusi nei cassetti mentre la città muore?”“Fermare l’emorragia demografica e restituire potere d’acquisto ai foggiani deve essere l’ossessione anche di questo Consiglio Comunale oltre che degli altri ambiti istituzionali. Non c’è più tempo per i tatticismi o per la gestione dell’ordinario. Servono misure straordinarie di sostegno al reddito, sgravi per le imprese locali e una spinta decisiva sulle infrastrutture. Se non invertiamo subito la rotta, sbloccando le mozioni e i piani di sviluppo fermi al palo a vantaggio dei cittadini e delle imprese foggiane, saremo complici della desertificazione della nostra città. Foggia ha bisogno di risposte, di lavoro e di futuro, non di altre rate da pagare”, conclude il consigliere comunale.

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