I sentimenti sono esperienze interiori attraverso le quali una persona percepisce, interpreta e vive il proprio rapporto con sé stessa, con gli altr

I sentimenti sono esperienze interiori attraverso le quali una persona percepisce, interpreta e vive il proprio rapporto con sé stessa, con gli altri e dunque con il mondo. Sono come delle infrastrutture invisibili della società: non si vedono, non si quantificano, ma sono in grado di determinare i comportamenti degli uni con gli altri. Provare un sentimento non significa soltanto manifestarlo, bensì significa riconoscerlo, comprenderlo e assumersene la responsabilità.
E dunque i sentimenti sono diventati degli sconosciuti?
Un interrogativo intrigante al quale ha dato più che una risposta, una indicazione operativa, Tommaso Garofalo, ex manager di una multinazionale francese, dinamico operatore sociale e culturale, che ha proposto quella che a primo acchito può sembrare una provocazione ad effetto: l’attivazione della “Diplomazia dei Sentimenti”, un sodalizio non nel senso tradizionale di associazione o fondazione, bensì un progetto culturale indipendente e informale con la finalità di stabilire relazioni tra persone, comunità, territori, istituzioni, valori come ascolto, dialogo, prossimità, cura delle relazioni, memoria e reciprocità.
I sentimenti, insomma, non siano più degli sconosciuti, ma facciano parte della lingua e della consuetudine comune.
L’obiettivo stimato è quello di trasformare la qualità delle relazioni umane in una risorsa per la vita civile. In questa concezione, quindi, il sentimento – configura l’ideatore – non viene contrapposto alla ragione o alla politica: diventa piuttosto uno strumento di mediazione e di costruzione della comunità. È previsto anche un “Sigillo”, un riconoscimento simbolico, morale e culturale, senza effetti giuridici, da assegnare a speciali portatori di sentimenti.
Alla iniziativa hanno aderito numerosi comuni e realtà istituzionali e culturali a cominciare da Bari. Manfredonia è appena approdata e indicata come “Casa della Diplomazia dei Sentimenti”. Una investitura simbolica ma altamente rilevante, avanzata dallo stesso Tommaso Garofalo nel corso di una cerimonia svoltasi nel chiostro del Palazzo san Domenico, sede del Municipio, a margine del concerto del New Generation Wind Orchestra diretta dal maestro Antonio Pio La Marca, presente il sindaco Domenico La Marca, l’assessora alla cultura e welfare Maria Teresa Valente.
A solennizzare e dare concretezza alla significativa iniziativa, Garofalo ha consegnato il primo “Sigillo” della Casa della Diplomazia dei sentimenti di Manfredonia, ad un campione dei sentimenti più alti posti a motore della quotidiana dedizione verso la comunità: Salvatore Coppolecchia, tenace animatore dell’Associazione di volontariato “SS Redentore”, legata alla storica parrocchia della Croce, che assicura da quarant’anni una mensa per i poveri e pacchi viveri per le famiglie vulnerabili, e dal 2010 responsabile della “Casa famiglia don Mario Carmone”, una struttura nata dall’impegno del compianto don Mario Carmone, destinata ad accogliere specificamente persone con disabilità fisiche, intellettive e sensoriali che si trovano prive del necessario supporto familiare. Una presenza che Coppolecchia, grazie al sostegno fiduciario della gente, ha ulteriormente allargato e potenziato. Con il Sigillo, Salvatore Coppolecchia è stato nominato “Operatore della Diplomazia dei sentimenti”.
Se occorreva una semplificazione della validità esplicativa della iniziativa di Tommaso Garofalo, l’esempio di Salvatore Coppolecchia è quanto mai pertinente.
Ma la Diplomazia dei sentimenti ha scansioni infinite. Tra queste Garofalo ha voluto evidenziare, a rimarcare come i sentimenti diventano una forma di diplomazia applicata, l’attività svolta dall’assessora al welfare e cultura Maria Teresa Valente, un ruolo oltremodo delicato in un momento di grande difficoltà umana. L’ha nominata “Operatrice della Diplomazia dei Sentimenti”, «per l’esemplare impegno istituzionale nell’ascolto e nella cura delle comunità e per aver saputo trasformare la cultura e l’attenzione sociale in strumenti vivi di inclusione, riscatto civico e profonda intesa umana».
Esempi di sentimenti forse apparentemente semplici ma tutt’altro che scontati, che danno in concreto il senso della comunità, della sensibilità di aiutare qualcuno senza aspettarsi nulla in cambio. Manfredonia c’è.
Vista e valutata da fuori i confini cittadini entro i quali troppo spesso si giudica per partito preso o per visioni preconcette o anche per non adeguata conoscenza dei fatti, questa città barcamenata tra elogi altisonanti e disprezzi velenosi, appare nella sua reale condizione di città con pregi e difetti, bellezze (tante naturali e storiche) e bruttezze (anche tante ma eliminabili), con una popolazione che se fosse più dedita all’esercizio della diplomazia dei sentimenti, sarebbe realisticamente più propositiva.
Michele Apollonio

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