Grano biologico, prezzo fermo a Foggia: Coldiretti attacca sul mancato aumento

Alla Borsa Merci di Foggia la quotazione resta a 31 euro al quintale. Coldiretti Puglia contesta il voto contrario all’aumento e chiede maggiore t

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Alla Borsa Merci di Foggia la quotazione resta a 31 euro al quintale. Coldiretti Puglia contesta il voto contrario all’aumento e chiede maggiore tutela per il reddito degli agricoltori.

Il prezzo del grano duro biologico resta fermo a 31 euro al quintale alla Borsa Merci di Foggia. Nella seduta della Commissione Prezzi del 2 settembre non è passato l’aumento di almeno un euro che, secondo Coldiretti Puglia, sarebbe stato possibile alla luce dell’andamento del mercato.L’organizzazione agricola contesta la scelta di una parte della rappresentanza del settore che avrebbe votato contro il rialzo, contribuendo a lasciare invariata la quotazione.Per Coldiretti il problema riguarda soprattutto il reddito degli agricoltori, già alle prese con costi elevati per sementi, carburanti, fertilizzanti, energia e lavorazioni.«Chi siede al tavolo in nome degli agricoltori deve stare dalla parte di chi produce e difenderne il reddito», sostiene Coldiretti Puglia.

De Matteo: «L’agricoltore non può essere l’anello debole»

Sulla questione interviene anche Mario de Matteo, presidente di Coldiretti Foggia, che chiede un prezzo capace di riconoscere il valore della produzione agricola.«Non possiamo continuare con una filiera nella quale i costi vengono scaricati a monte e il valore viene distribuito a valle. L’agricoltore non può essere l’anello debole della catena», afferma de Matteo.Coldiretti sostiene inoltre il percorso della Commissione Unica Nazionale del grano duro, ritenendolo uno strumento utile per rendere più trasparente la formazione dei prezzi e rafforzare la posizione dei produttori.La Camera di Commercio di Foggia precisa che dal listino del 1° aprile 2026 le quotazioni del grano duro nazionale sono sospese dopo l’insediamento della CUN. Fa eccezione proprio il grano biologico, che continua a essere quotato dalla Borsa Merci foggiana.Per Coldiretti la difesa del prezzo deve andare di pari passo con una maggiore trasparenza sull’origine del grano utilizzato per produrre la pasta. L’obiettivo è permettere ai consumatori di conoscere la provenienza della materia prima e, allo stesso tempo, riconoscere un valore adeguato al prodotto degli agricoltori italiani.“Siamo convinti che un intervento legislativo su questo tema non sia più procrastinabile – dichiarano -. In ballo ci sono il rispetto dei diritti e della dignità delle persone e il rispetto delle sentenze della Corte Costituzionale, che in più occasioni si è pronunciata, colmando un vuoto legislativo che non è più accettabile. Bisogna avere la volontà di affrontare questo tema, non si può ignorare chi è più debole e sofferente. Servono regole chiare, ben definite e c’è un grande lavoro da fare. Auspichiamo di poter procedere con spirito collaborativo, viste anche alcune aperture nell’opposizione. Iniziamo ad agire in attesa di una legge nazionale che faccia da cornice a un sistema che a livello regionale si può e si deve disciplinare”.

La proposta di legge regionale ‘Liberi Subito’

Un canovaccio, seguito anche dalle altre regioni, esiste già, ed è la proposta di legge regionali ‘Liberi Subito’ dell’Associazione Luca Coscioni. Marco Cappato e l’avvocata Filomena Gallo, rispettivamente tesoriere e segretaria nazionale dell’Associazione, accolgono con favore “la convergenza trasversale, le aperture e gli impegni che si stanno registrando in queste ore tra le forze politiche pugliesi”, e rinnovano il loro appello affinché adesso si passi ai fatti.“L’aiuto medico alla morte volontaria è già legale in tutta Italia, quindi anche in Puglia, alla luce delle sentenza della Corte costituzionale. Ciò che manca è una legge che disciplini l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, in attuazione delle sentenze della Corte – affermato Cappato e Gallo -. Dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e ora il Veneto, chiediamo al Consiglio regionale della Puglia di accelerare l’iter e approvare la proposta di legge regionale ‘Liberi Subito’”. 
La Puglia, ricordano, “è stata pioniera a gennaio 2023 nell’affrontare la materia con una delibera di Giunta, che però rimane un atto amministrativo: è revocabile, priva di forza di legge e soprattutto non offre garanzie e tutele ai cittadini e alle cittadine che vogliono fare richiesta di accesso alla morte volontaria assistita. A maggio il Consiglio metropolitano di Bari aveva approvato una delibera per trasmettere alla Regione la proposta di legge chiedendone la discussione. Da allora, però, non si sono registrati avanzamenti significativi nell’iter regionale, lasciando la Puglia ferma a uno strumento amministrativo parziale e insufficiente”.

 

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